Il presidente

Un vertice di capi di stato sulle Ande. E più si va in alto più si va negli abissi...

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Il presidente
di Santiago Mitre
con Ricardo Darín, Dolores Fonzi, Erica Rivas, Elena Anaya, Daniel Giménez Cacho
Voto: diabolico, 8

Sulle Ande cilene si tiene un summit di presidenti delle repubblice centro e sudamericane. Albergo isolato sulle cime innevate, macchine nere, guardie del corpo, rappresentanze diplomatiche, consiglieri e giornalisti. È in discussione l’ipotesi di fare la prima multinazionale di stati del petrolio. Il Brasile gioca per estendere il suo dominio, il Messico per far entrare gli Usa e i privati, il presidente dell’Argentina (Darin) non è chiaro con chi stia. Viene considerato un sindaco arrivato alla presidenza, un uomo qualunque, un invisibile e un voto malleabile. Però. Però quest’uomo qualunque cita Marx a sorpresa, è malleabile a occhio e croce quanto l’acciaio e forse ha un canale aperto con l’inconscio. Viene raggiunto dalla figlia separata mentre l’ex marito di lei sta minacciando uno scandalo politico. La donna sembra in preda a un episodio psicotico. Viene chiamato un analista che la porta in ipnosi: emergono ricordi che la donna non potrebbe avere. Ricorda cose di quando non era ancora nata. Però torna a parlare. E il rapporto col padre è strano. Poi si fanno vivi gli Usa e chiedono di trattare in segreto con lui. Propongono un gioco delle parti ben pagato per per far rientrare dalla porta principale di futuri accordi quel che uscirà dalla finestra del summit. Fingere di opporsi all’ingresso degli Usa per fare piazza pulita delle opposizioni dall’interno. E il buon uomo qualunque, che ha appena confessato a una giornalista che da piccolo sognava il diavolo (una volpe rossa con le corna) non solo alza il prezzo ma riscrive in corsa il suo ruolo. È molto interessante l’approccio di Mitre alla politica come gioco di rinvii tra il reale e il mentale: nella finzione concertata gli Usa usciranno dalla finestra esattamente come dalla finestra dell’hotel è uscita la sedia scagliata dalla figlia del presidente. Ma rientreranno, forse grazie all’uomo (qualunque?) che, nell’inconscio in ipnosi della figlia è un assassino. Solo nell’inconscio? Perché, come il presidente, anche  la locandina originale dice che il male esiste… Un film di grande fascino.

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori

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