Overlord

1944.Normandia: americani buoni, medi, cattivi e cattivissimi contro i nazi zombie.

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Overlord
di Julius Avery
con Jovan Adepo, Wyatt Russell, Pilou Asbæk, Mathilde Ollivier, John Magaro

Giugno 1944. L’inferno è già nel cielo di Francia: i paracadutisti dell’avanguardia del “Giorno più lungo” (lo sbarco in Normandia, operazione Overlord) sono già falcidiati dalla contraerea, poi abbattuti al tirassegno dai nazi e alla fine restano in pochissimi (il nero, il duro, il simpatico, eccetera) e là, dove dovevano distruggere un centro di comunicazione (sennò, addio sbarco), guarda un po’, trovano un laboratorio per resuscitare i cadaveri con esperimenti sui vecchi francesi (un siero che trasforma in mostri immortali, o quasi). E una ragazza francese dedita a una resistenza personale.  Il film di guerra si è trasformato in una caccia allo zombie nazi per il Reich Millenario come ai bei tempi di Wolfenstein, il videogame. Per chi ama sparare tanto potrà essere una festa (come al solito però nei film/videogame gioca il regista e noi guardiamo mesti), ma a parte le carni a brandelli, la novità che l’eroe positivo è nero e la scoperta (che dopo i Bastardi di Tarantino non è più una scoperta) che per battere i nazi ci vogliono soldati buoni più nazi dei nazi e qualche giro di vite alla cattiveria dello splatter, alla fine lo spettatore pensa che ci sia in giro troppo siero dell’immortalità, anche perché il film non finisce mai. Il resto dello sbarco, a parte questo, è avvenuto come la Storia ci ha raccontato (forse…). Il regista è australiano, la produzione è Bad Robot di J. J. Abrams.

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori

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