Il cinema Arlecchino di Milano, sala dedicata ai film in lingua originale

Dal 15 novembre 2018 tutti i giorni della settimana solo prime visioni in versione originale con sottotitoli italiani

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Foto sala cinema Arlecchino Milano

Inaugurazione giovedì 15 novembre con quattro titoli, The Children Act (ore 13.00); Chesil Beach (ore 15,15); A Star Is Born (ore 18,15) e Widows (ore 21,15) al prezzo speciale di 3 euro.

C’era una volta il cinema-teatro Angelicum, il Centro Cattolico fondato da Padre Enrico Zucca nel 1939 sito in piazza Sant’ Angelo nel centro di Milano. Dal 1946 la sala cinematografica si specializza nella proiezione di film in lingua originale e diviene un luogo molto frequentato dai cittadini stranieri che abitano in città e dagli studenti di lingue. Poi qualche anno più tardi il cinema Anteo promuove l’iniziativa Sound & Motion Pictures consistente nella presentazione dei titoli di maggior successo della stagione in corso in edizione originale. I tempi mutano e la nascita di festival cinematografici internazionali quali I Film di Venezia a Milano, I Pardi di Locarno, Cannes e dintorni, favorisce sempre di più l’abitudine alla visione di pellicole non doppiate. Oggi in una Milano sempre più cosmopolita e in crescita, nasce un nuovo spazio di riferimento privilegiato per tutti coloro che desiderano godere dei film senza doppiaggio, così come sono stati pensati e realizzati dai loro autori. È il cinema  Arlecchino, storica sala milanese votata alla cinematografia d’autore, tra le ultime rimaste in pieno centro città (in via San Pietro all’Orto tra il Duomo e Piazza San Babila), scelta per soddisfare questo ruolo dopo la recente ristrutturazione che ne ha portato la capienza da 300 a 217 posti con sedute più confortevoli e un’illuminazione completamente rinnovata, cambia veste anche nella programmazione: solo film di prima visione in lingua originale sottotitolata, due titoli al giorno, per quattro spettacoli giornalieri, tutti i giorni della settimana.  Il cinema Arlecchino nasce nel 1948 in Via San Pietro all’Orto a Milano, tra il Duomo e Piazza San Babila. Ha preso il nome da una maschera in mosaico realizzata dallo scultore Lucio Fontana che si trovava sul soffitto dell’atrio d’ingresso dove è posizionata la biglietteria. Sempre di Fontana era il festone sottostante lo schermo della sala, largo circa 12 metri. La sua policromia era esaltata dall’illuminazione della sala, ma anche a luci spente magicamente il bassorilievo assumeva nuove e differenti colorazioni poiché era illuminato dalla lampada di wood e ricoperto di vernici speciali. Queste due opere, per motivi di sicurezza, sono state portate in luogo più sicuro. Dall’atrio si scende al piano inferiore dove si trova un ampio foyer in marmo nero, caratteristica che si ritrovava in quasi tutti i locali di quel periodo. Nell’anno 2010, con un lavoro di restauro importante, si è pensato di recuperare tutto quello ciò che di rilevante dal punto di vista architettonico e storico è stato possibile recuperare. Quindi sono tornate le pareti e i pavimenti originali. È stata ritrovata una vetrofania opera del maestro Fornasetti, che in origine era posizionata sopra il bar. Sempre di Piero Fornasetti sono i pannelli che coprono i pilastri strutturali del cinema. Inoltre sono state scoperte altre vetrofanie dipinte a mano raffiguranti attori e attrici dell’epoca. L’Arlecchino dopo la scomparsa della multisala Apollo e il possibile ridimensionamento dell’altra multisala, l’Odeon, rappresenta l’ultima opportunità per il pubblico di poter andare al cinema nel centro cittadino. Purtroppo la piccola Broadway milanese con le sue undici sale dei tempi gloriosi ha spento le luci!

 

 

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Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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