In un libro le disavventure di musicisti e attori finiti in galera

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Artisti in galera

Roberto Manfredi lo chiarisce subito: con Artisti in galera non intende assolvere né condannare nessuno. Come è facile arguire dal titolo, parla di musicisti, cantanti, attori e registi che per i motivi più svariati sono finiti dietro le sbarre. Racconta 25 storie, più una selezione di un’altra trentina di personaggi sintetizzati nei due capitoli finali: Altri arresti eccellenti: Il braccio della musica. Il braccio del cinema.
Sono storie, quelle raccontate da Manfredi (foto sotto), molto diverse una dall’altra, però tutte affascianti. Il lato oscuro dello star system è sempre stato ignorato, nascosto, persino censurato. “Più stelle che in cielo” era il motto della Metro-Goldwyn-Mayer ma molte di quelle stelle sono cadute, precipitate in abissi esistenziali, crimini e scandali che le hanno condotte in un mondo senza luce: il carcere!
Il viaggio nel buio ha coinvolto anche tantissimi artisti della musica, dal jazz al rock fino all’hip hop e alle frange più estreme del death metal. Per molti di loro l’esperienza carceraria è stata persino formativa, per altri devastante, come nel caso di Phil Spector che se pur gravemente malato, è destinato a morire in prigione.
Artisti in galera racconta epoche ed esperienze diverse, di artisti diversi, ma in qualche modo collegati tra loro: vite percorse su un filo di lana, molte volte in opposizione allo stesso sistema che li ha eletti a icone per intere generazioni.
Artisti in galeraI motivi per cui sono finiti in carcere sono i più disparati: spesso per droga, ma anche per omicidio, per atti osceni, pedofilia, oppure per motivi politici. Come il nigeriano Fela Kuti, idolo di prima grandezza in tutta l’Africa, che passò parecchi anni in galera perché era un feroce oppositore del regime che a lungo ha tiranneggiato il suo popolo.
Ogni capitolo è il Bigmami di un romanzo. Infatti tutti i personaggi presi in esame, dalla straordinaria Billie Holiday, che morì a soli 44 anni dopo averne passate di tutti i colori a Chuck Berry, da Johnny Cash a Tupac Shakur, meriterebbero un libro tutto per sé. Il fatto che le loro storie siano state sintetizzate in quattro o cinque pagine, rende ancora più avvincente la lettura.
Gli italiani raccontati sono soltanto due, Mia Martini e Vasco Rossi. Però è curioso notare che molti dei fatti addebitati ai big internazionali sono avvenuti in Italia. Per esempio Chet Baker fu arrestato in una stazione di servizio nei pressi di Lucca il 31 luglio 1960, lì iniziò una vicenda che sembra la trama di un giallo innescata da un pubblico ministero che era un integralista cattolico ossessionato dalla droga. Tre giorni di carcere in Italia, a Milano, se li fece anche il già citato Fela Kuti. E qualche guaio con la nostra giustizia lo ha avuto anche Marilyn Manson.
Del folto mazzo non fanno parte soltanto i cosiddetti “maledetti”. C’è per esempio Frank Zappa, che ha avuto diversi guai perché considerato un “pornografo”. La sua “colpa”, aver registrato mugolii, sospiri, gemiti e qualche frase sconcia. Mentre il comico Lenny Bruce subì parecchi processi per blasfemia, oscenità, reati d’opinione e persino cospirazione contro lo Stato.
Edito da Skira, Artisti in galera sarà presentato a Milano nell’ambito di Bookcity sabato 17 novembre alle ore 18 nella sala piccola del teatro Dal Verme. Assieme a Roberto Manfredi ci saranno il jazzista Gaetano Liguori, il criminologo Massimo Picozzi, Tom Porta (che con le sue opere ha illustrato il volume) e i giornalisti Michele Monina e Massimo Poggini.
Artisti in galera

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