Antonella Ruggiero… quando faceva la cantante

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Antonella Ruggiero

Una raccomandazione prima di concludere la presentazione: «Vi prego, ascoltate qualche traccia prima di scrivere, non tutto ovviamente, ma qua e là andate a scoprire qualche canzone». Antonella Ruggiero torna a farsi sentire grazie a una nuova opera discografica in circolazione dal 20 novembre dal titolo Quando facevo la cantante, sei capitoli con registrazioni live e brani mai pubblicati, in un cofanetto illustrato con centottanta pagine. Oltre vent’anni di spettacoli in ogni dove, interpretazioni riprese in versione live: «E’ quello che preferisco – avvisa la Ruggiero – perché è nelle occasioni live che incontri le persone vere, quelle che ti fanno sentire che fare questo lavoro ha un senso che va aldilà del farlo per mestiere». 

Ogni cd proposto ha un tema, il primo riguarda «La canzone dialettale e popolare» con brani come Crapa pelada di Gorni Kramer e O mia bela madunina di Giovanni D’Anzi, oltre al tradizionale Tapum e Creuza de ma di De André. Nel secondo cd, chiamato «Le mie canzoni» troviamo anche qualche traccia dei Matia Bazar: Vacanze romane, C’è tutto un mondo intorno, Cavallo bianco e Ti sento. «A dimostrazione che non è vero che non voglio ricordare quel periodo – continua la Ruggiero – certo è che a un certo punto ho deciso di abbandonare un modo di fare musica che mi condizionava molto. Dall’ 89 al 96 mi sono allontanata dalla musica, per riprendere in mano la mia dimensione, volevo tornare a vivere senza doveri e pressioni, libera di fare quello che trovavo giusto. Se fossi stata da sola magari non avrei fatto più nulla». 

Infatti, con lei alla presentazione di questo monumentale progetto c’è Roberto Colombo, compagno e produttore di tutto quello che l’artista ha cantato da solista. «E’ stata una mia idea la realizzazione di questo progetto – avvisa Colombo – avevamo tanto materiale che riascoltandolo mi è parso degno di essere portato all’attenzione del pubblico. Molte registrazioni live, ma anche canzoni create nel mio studio di registrazione che da decenni è stato trasferito in collina in provincia di Lecco, mentre quando ero a Milano ne avevo uno in via Ricordi. Insomma, di materiale ce ne sarebbe ancora, ma credo che con questo importante lavoro abbiamo messo un bel punto e a capo, mentre per i concerti non ci siamo mai fermati. Siamo nella Basilica Santa Croce a Torre del Greco (24 novembre), al Teatro Finamore di Gessopalena (25 novembre), al Palazzetto di Barzanò (1 dicembre), all’Auditorium di Milano (20 dicembre) e il giorno dopo al Teatro delle rose di Piano di Sorrento, ma è un calendario in aggiornamento continuo che consiglio di seguire su antonellaruggiero.com». 

Nel cd «La canzone d’autore» l’artista include canzoni anche distanti tra loro, per stile ed epoca, c’è perfino il Prog di Impressioni di settembre (da ricordare che Colombo ha suonato nella tournée della PFM con De André), quindi Parlami d’amore Mariù, La sedia di Lillà, Genova per noi, Guarda se io e Il disertore. Quarto cd dal titolo «Canzoni dal mondo» con tutto l’immaginabile, da Amapola a Coimbra, Linda mimosa, Malena, Blue moon. Tante le incursioni live nei luoghi sacri, ed ecco il titolo del quinto cd: «Il sacro e il classico», con Tre madri e Ave Maria di De André, Sanctus di Pino Donaggio, Ombra mai fu di Haendel. 

Infine, con il titolo «Le stranezze» si chiude questo lavoro che accoglie come ultima canzone Luglio, agosto, settembre nero degli Area. Mai l’avremmo pensato. La Ruggiero appare a suo agio nell’interpretare uno dei più importanti brani dei Settanta, come anche tutto il resto del repertorio fin qui affrontato: «Generalmente valuto una canzone – continua la Ruggiero – per quello che riesce a darmi in prima persona, se nulla mi arrivasse preferisco non procedere, io voglio commuovermi, così so che arriverà anche al pubblico. Il buon rapporto umano con le orchestre e con i musicisti con cui lavoriamo è la prima condizione necessaria per realizzare al meglio ogni concerto». Una Ruggiero decisa a continuare lungo la strada fin qui percorsa, decisa a rimanere in quella nicchia che ha tanto cercato, quale condizione necessaria per esprimersi in totale libertà: «Certo, e ci sto bene perché ho fatto tante cose nel frattempo, ho dato lavoro a molti musicisti e di questo ne vado orgogliosa. Perché di lavoro in questa nicchia se ne fa tanto». Così, con 115 brani su 6 cd, la Ruggiero documenta quello che in musica ha vissuto dal 1996 al 2018, con tanto materiale inedito, dove anche le canzoni conosciute vengono presentate perlopiù in versioni dal vivo.   

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Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005 - Arcana, 2018) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).

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