Libri. Cosa è successo nel 68?

0
Vent'anni di Sessantotto

Ce lo spiega il libro Vent’anni di Sessantotto (Squilibri, pagg 229, 32€) con il sottotitolo Gli avvenimenti e le canzoni che raccontano un’epoca.

Sta per concludersi la celebrazione e il ricordo di quello che ha significato il 1968 per la società mondiale e questo libro va in questa direzione. Scritto da Steven Forti, professore all’Università di Barcellona, e Sergio Secondiano Sacchi che da un paio d’anni è diventato direttore artistico del Club Tenco, il libro si completa con le tavole di Sergio Staino distribuite nei vari capitoli. Non solo parole ma anche musica, infatti nel libro sono stati inseriti 2 CD con tantissime canzoni che ricordano quel periodo.

Tra queste Contessa, la canzone più celebrata di quegli anni, ripresa da Rocco Marchi, quindi Alessio Lega, cantautore tra i più attenti all’argomento social politico, con La nostra classe e Valle Giulia. A seguire Ricky Gianco (Dopo dieci anni), Claudio Bisio (Ai poliziotti si danno i fiori), Juan Carlos Biondini (Cielo de los tupamaros), Alberto Patrucco (E’ finito il sessantotto), Lu Colombo (Così giovani e vecchi), Stormy Six (Leaving Belfast Town). E proprio Franco Fabbri degli Stormy Six era presente all’incontro che si è tenuto in occasione del recente Premio Tenco a Sanremo, giusto per parlare di questo libro e del Sessantotto in generale. Lo hanno fatto Alessandro Carrera, fondatore della Cooperativa L’Orchestra insieme a Fabbri, Sergio Staino, Forti e Sacchi, anche lui nel CD essendo stato protagonista nei Pan Brumisti con la canzone  I padroni della città.

Nel libro l’aspetto musicale serve più che altro come collante con quello che è successo, o meglio la musica serve ad interpretare quello che erano i mutamenti in atto, quindi colonna sonora che più di mille parole scritte aiuta oggi a ricordare l’atmosfera e il contesto di quegli anni. Si accavallano gli avvenimenti insieme a quelle che sono state le istanze in canzoni di De Gregori, Bennato, Jannacci, Pietrangeli dove vengono estratti stralci di frasi che servono a percorrere quei tempi. Scorrono i fatti che hanno portato a quello che qualcuno aveva immaginato potesse significare la parola rivoluzione: «Le proteste che dilagavano ovunque e in tutti i campi – si legge nel libro – il 21 gennaio gli allievi del Centro Sperimentale di Cinematografia a di Roma chiedono le dimissioni del commissario Nicola De Pirro, accusato di autoritarismo. Il 2 febbraio viene sostituito da Roberto Rossellini. Il 9 febbraio gli attori e le maestranze teatrali entrano in sciopero per una settimana tenendo una vivace assemblea al Quirino di Roma». 

Nel capitolo «Noblesse oblige» si rende omaggio a quella che viene considerata la canzone per antonomasia del 78, ovvero Contessa: «Il fascino di Contessa non è rimasto contenuto nel protettivo e invalicabile arco alpino, è riuscito a emigrare no alla penisola scandinava. Nel 1979 la cantante e attrice Kjerstin Norén ne ha fatto una versione svedese». E ancora tante riflessioni attorno a questo inno dei lavoratori, diffuso ad alto volume dagli altoparlanti di chi stava occupando strade e fabbriche.  Quà e là affiorano altri nomi, altri esempi che hanno caratterizzato il 68, da Ivan Della Mea che in quell’anno aveva 28 anni e da Gaber che ne aveva uno in più. Il primo è totalmente inserito in certe tematiche, aveva già scritto O cara moglie, mentre Gaber in quell’anno cambia registro e si prepara a inserire tematiche riflessive già nelle canzoni successive: Com’é bella la città e Barbera e champagne. In un capitolo, «Orgasmo e pregiudizio», il Sacchi analizza quelle che sono state le canzoni che hanno portato avanti il punto di vista delle donne che proprio in quell’anno hanno cominciato a prendere parola e diventare determinante su certe scelte e svolte nella società. Punto di vista femminile comunque descritto da autori maschili come Leo Ferré, Aznavour, De André. Nel capitolo «Era una casa molto carina», Sacchi richiama avvenimenti vissuti in prima persona, come l’occupazione della facoltà milanese di Architettura, che frequentava. Ovviamente si tratta il 68 francese, ma non si dimentica la battaglia per la chiusura dei manicomi (Fuori i fuori di testa), e poi Praga, la Jugoslavia di Tito, Pasolini, l’Urss e l’Amerika fino a ricordare due delle canzoni di più successo uscite quell’anno:  Vengo anch’io no tu no di Jannacci e soprattutto Azzurro di Celentano. Infine, quello che il 68 ha significato nell’analisi di Steven Forti, ma a rendere questo libro unico concorrono le tante tavole di Sergio Staino, anche lui nel direttivo del Club Tenco come gli altri due autori del libro.

CONDIVIDI
Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005 - Arcana, 2018) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here