Due commissari, una città – Torino nel cinema poliziesco

Mercoledì 21 novembre 2018 al cinema Trevi, la sala della Cineteca Nazionale di Roma, a cura dell’Associazione Culturale Officine Ianòs e dell’Associazione Piemonte Movie, proiezione dei film La donna della domenica e Un uomo, una città

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Foto film La donna della domenica

Alle ore 20,30 un incontro moderato da Steve Della Casa con Romolo Guerrieri, Andrea Pergolari, Alessandro Rota, Chiara Salerno, Emanuele Salce

Nei primi anni Settanta gli scrittori Carlo Fruttero e Franco Lucentini, Riccardo Marcato e Piero Novelli prendono spunto dalla cronaca torinese rispettivamente per i loro libri La donna della domenica, 1972 e Il commissario di Torino, 1973, Protagonisti di entrambi i romanzi sono due commissari di polizia e la città di Torino.  Dopo il grande successo editoriale dei due libri, i produttori cinematografici Luigi Rovere e Roberto Infascelli decidono di portarli sullo schermo. Nel ’74 è il regista Romolo Guerrieri a firmare Un uomo, una città (ore 21,30 circa) con Enrico Maria Salerno che interpreta il commissario Michele Parrino (Enrico Maria Salerno), un funzionario scrupoloso e pieno di umanità incaricato di indagare su una banda di crudeli figli della buona borghesia torinesi dediti alle rapine e allo spaccio di droga, aiutato da un bravo giornalista Paolo Ferrero (Luciano Salce). L’inchiesta del poliziotto che non guarda in faccia a nessuno, non piace ai suoi superiori. Ben presto viene trasferito in un’altra sede, ma il determinato e coraggioso sbirro aiutato da Ferrero troverà la maniera di vincere la sua battaglia per la giustizia. Tra gli altri interpreti  si distingue anche un ottimo Tino Scotti nei panni del cavalier Battista, un pensionato torinese. Nel 1975 è la volta di La donna della domenica (ore 18,30) diretto da Luigi Comencini con Marcello Mastroianni nelle vesti del commissario Santamaria sulle tracce dell’assassino di un architetto dalla vita ambigua. Nel corso delle indagini il poliziotto conosce l’affascinante Anna Maria (Jacquelin Bisset), moglie di un industriale e il suo amico, un dottore omosessuale (Jean- Louis Trintignant). Nonostante il caldo opprimente di un’estate torrida, Santamaria arriverà a capo della vicenda e come premio avrà una fugace storia d’ amore con la bella Anna Maria. I due film e i due romanzi in qualche modo contribuiscono a rendere più democratico il filone del poliziesco inaugurato da Steno con La polizia ringrazia, 1972 e da sempre accusato di favorire l’idea di una risposta reazionaria al dilagare della violenza in quegli anni.

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Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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