Torino Film Festival 2018

Da venerdì 23 novembre a sabato 1° dicembre, la 36esima edizione della manifestazione diretta da Emanuela Martini, un tuffo tra horror, fantascienza, cinema del passato e del presente

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Foto film THE FRONT RUNNER Hugh Jackman

Il cartellone prevede anche due omaggi ad Ermanno Olmi e Pupi Avati guest director di quest’ anno

È l’attore australiano Hugh Jackman protagonista del film The Front Runner di Jason Reitman (ospite della kermesse) ad aprire la manifestazione cinematografica torinese, storia di Gary Hart, il candidato democratico alle presidenziali americane del 1988 travolto da una scandalo sessuale, la sua relazione extraconiugale con una modella, che rovinerà la sua carriera politica probabilmente favorendo la vittoria del repubblicano Bush. Si vedrà anche uno scatenato Nicolas Cage nell’horror Mandy di Panos Cosmatos, dove la fanno da padrone le sette sataniche e ancora Robert Pattinson e Juliette Binoche sono  viaggiatori nello spazio in High Life, il primo film di fantascienza di Claire Denis, mentre Ethan Hawke comparirà nella doppia veste di regista (per la terza volta) e di attore in due film, Blaze, che racconta la vita del cantautore country Blaze Foley e Juliet, Naked di Jesse Peretz, tratto dal romanzo di Nick Hornby Tutta un’altra musica. L’attore inglese Ralph Fiennes dirige The White Crowe in cui ritrae il ballerino russo Rudolf Nureyev, mentre Wash Westmoreland si prodiga nel ritratto di Colette, una delle figure femminili più rivoluzionarie del Novecento, interpretata da Keira Knightley. Anche il presidente di giuria Jia Zhangke porta a Torino il suo ultimo film Ash is Purest White, un viaggio nella sua Cina con protagonista la moglie Zao Thao. Dall’Italia sono attesi i documentari Sex Story di Cristina Comencini e Roberto Moroni sulla rivoluzione sessuale dagli anni Cinquanta agli eccessi degli Ottanta e Ragazzi di stadio, quarant’anni dopo di Daniele Segre, un indagine sul mondo ultras della Juventus. Ancora Giovanna Ventura ci racconta come stava il cinema nel 1968 con Il gusto della libertà – Cinema e ’68; Elisabetta Sgarbi, accompagnata dalle musiche di Franco Battiato con il suo I nomi del Signor Sulcis, ci porta in un cimitero al confine tra Slovenia e Italia; Steve Della casa e Chiara Ronchini, autori di Bulli e pupe, ci parlano della gioventù italiana dal dopoguerra agli anni Sessanta, mentre Marco Proserpio con The Man Who Stole Banksy ci proietta in Palestina con l’artista Banksy.  Si vedranno poi Wildlife dell’attore americano Paul Dano, interpretato da Jake Gyllenhaal e Carey Mulligan e Ride, opera prima di Valerio Mastandrea che indaga il dolore di una donna dopo la morte del giovane marito sul luogo di lavoro. A chiudere il festival ci pensa invece Nanni Moretti con il documentario Santiago, Italia, racconto dei mesi successivi al colpo di stato dell’11 settembre 1973 che pose fine al governo democratico di Salvador Allende.

 

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Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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