Le ninfee di Monet. Un incantesimo di acqua e luce

Dal 26 al 28 novembre il terzo titolo della rassegna La Grande Arte al Cinema

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Lo spettatore viene accompagnato tra le sale dei parigini Musèe de l’Orangerie, Musèe Marmottan e Musèe d’Orsay e presso la villa dove l’artista visse gli ultimi anni della sua vita, a Giverny che è oggi sede della Fondation Monet.

Il docufilm si incentra sulla produzione artistica più tardiva di colui che è considerato come il padre dell’Impressionismo: la Grand Décoration. Si tratta degli enormi pannelli sui quali sono rappresentati gli stagni di ninfee del giardino che caratterizza l’ultima abitazione dell’artista, presso Giverny.  Questo giardino riprende quelli orientali che Monet aveva potuto ammirare dalle stampe giapponesi  che si andavano diffondendo in occidente. L’avere a disposizione un comodo spazio aperto permette all’artista di dipingere en plein air anche in tarda età. Il poter lavorare direttamente a contatto con il soggetto scelto per l’opera è infatti il fil rouge che unifica l’intera esperienza dell’artista, poiché in questo modo riesce a osservare gli effetti di luce ed i loro cambiamenti lungo l’arco della giornata e il corso dell’anno, trasponendoli quindi sulla tela. L’Impressionismo come rivoluzione dell’uso del colore che raggiunge il suo apice nella produzione di Monet. È proprio in questa esperienza visiva unica che il docufilm vuole accompagnare lo spettatore.

L’elenco delle sale in cui avverrà la proiezione è visibile sul sito http://www.nexodigital.it/ nella sezione dedicata a La Grande Arte al Cinema.

 

 

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Stefano Catena, 22 anni, studente presso la facoltà di Scienze dei Beni Culturali della Statale di Milano. Appassionato di musica rock, animazione giapponese e romanzi fantasy.

1 COMMENTO

  1. Stefano Catena descrive con puntualità lo stile del pittore e suscita, in chi legge, la curiosità di vedere il docufilm.

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