Giuliana Gamba, una libertaria nel cinema

Dal 27 al 29 novembre 2018 al cinema Trevi, la sala della Cineteca Nazionale di Roma, un omaggio a una regista coraggiosa e ironica che ha spaziato tra l’indagine sociale e l’erotismo

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Foto film Profumo

I suoi film hanno spesso suscitato salutari polemiche nel movimento femminista

 

Nata a Pesaro nel 1953 Giuliana Gamba studia a Firenze e poi si trasferisce a Roma con l’intento di fare del cinema. Dopo un apprendistato come assistente e segretaria di produzione, grazie a Joe D’Amato inizia il suo percorso cinematografico nel settore dei film hard. Per nulla imbarazzata da quell’ ambiente nel quale la donna generalmente è davanti e non dietro la cinepresa, Giuliana in breve tempo si afferma come autrice di pellicole soft al femminile mostrando uno sguardo diverso e originale rispetto a quello degli uomini come in Profumo (martedì 27 ore 18) del 1986, storia di un ingegnere (Luciano Bartoli) che coinvolge la bella moglie Lorenza (Florence Guérin) in una sorta di gioco erotico  e morboso nel quale entrerà anche Edward, un ragazza americano (Robert Egon) di cui però la donna alla fine si innamora. Nel 1989 è la volta di La cintura (martedì 27 ore 19,45) interpretato da Eleonora Brigliadori, generosamente nuda per buona parte del film, che interpreta la moglie di un uomo violento (James Russo). Nel 1996 messo da parte il genere a luci rosse che le ha procurato non poche polemiche con il mondo femminista,  firma un documentario di ottima fattura, Gli anni ’70 sogno e tragedia (giovedì 29 ore 17), una panoramica audiovisiva sul decennio italiano di grandi speranze tradite e di molti avvenimenti drammatici come l’assassinio di Pier Paolo Pasolini, il caso Moro, il terrorismo, ma anche di conquiste sociali quali il referendum vinto sul divorzio, il diritto di famiglia, il movimento femminista e la grande avanzata delle forze progressiste tra il 1975 e il 1976. Nel 1999 la regista torna alla fiction con Una farfalla nel cuore (giovedì 29 ore 18,15), storia di una laureanda in architettura (Claudia Pandolfi) che sconvolta dalla tragica morte di un’amica schiantatasi con l’auto in autostrada, insegue i responsabili dell’incidente, due extracomunitari. In un capannone fatiscente la donna scopre un rifugio di immigrati clandestini assistiti da volontari e da suore. Per lei si apre un mondo nuovo che le cambierà la vita.  Nel 2002 è la volta di La casa dell’angelo (giovedì 29 ore 20), la vicenda di una tranquilla famiglia borghese formata da Luca Mayer (Paolo Malco), Carla (Barbara De Rossi) e dai loro figli, la diciottenne Chiara (Cristiana Capotondi) e Giulio di sei anni. Quando un drammatico evento porterà scompiglio in casa Mayer, Carla inizierà a bere smoderatamente, ma l’aiuto dei suoi familiari sarà determinante per riportarla alla serenità. Mercoledì 28 alle ore 20,30 Marco Giusti modererà un incontro con Giuliana Gamba, Barbara Alberti, Roberto D’Agostino. Seguirà la proiezione di Sound of Marocco, 2009, documentario dedicato al patrimonio millenario di una cultura orale che ha percorso intatta i secoli.

 

 

 

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Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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