Cesare Cremonini, il figliol prodigo torna a Bologna

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Bologna è famosa per il suo spirito di accoglienza e per saper far sentire a casa chi viene a visitarla. Ma soprattutto questa città è in grado di coccolare chi già ci vive. Per questo motivo è così amata ed invidiata da tutti.

Non fa eccezione il figliol prodigo di Bologna, Cesare Cremonini. Lo stretto rapporto tra Cesare e la sua città non è nuovo, ma con la prima delle tre date all’Unipol Arena ha raggiunto un nuovo apice. Già da diversi giorni si percepiva la sua voglia di tornare a casa, in fondo è stato lui a ricordarlo con diversi post su Instagram: «Domani sera comincia la storica tripla all’ @unipolarena di #Bologna – ha scritto – Più o meno 38 mila persone. Che dire. È grossa tempesta e io ci sono in mezzo. Quando tutto questo sarà finito tornerò a fare le mie camminate in montagna, a ridere con gli amici, scrivere e rifugiarmi nella malinconia di tutto quello che non si nota».

https://www.instagram.com/p/BqpR_BwiEy-/

Lo show è ben costruito: si parte con due canzoni del suo ultimo disco: la title track Possibili scenari e Kashmir-Kashmir.  Da lì in poi è solo una successione di brani che hanno scalato le classifiche: Il comico (Sai che risate), La nuova stella di Broadway, Lost in the Weekend, Buon viaggio.

Il finale è caldissimo: si balla con Mondo e Logico #1, ci si emoziona con una versione intensa, voce e chitarra di Dev’essere così, si salta  su 50 Special, ci si commuove su Poetica e Nessuno vuole essere Robin e si conclude il concerto con un grande abbraccio finale con Un giorno migliore.

Se la scaletta di questo primo concerto bolognese è la spessa che Cremonini sta portando in giro in tutta Italia, quello che cambia e che viene fuori sono le emozioni di una data che non è come le altre.
Cesare è sempre stato un animale da palcoscenico e si è sempre mosso con estrema naturalezza e “normalità” sul palco, ma questa sera ha giocato in casa e lo si è visto. Giocava davanti a sua madre e davanti allo stesso pubblico che ha modo di incontrare tutti i giorni per le vie della città, giocava davanti alle persone che ritrova allo stadio ed al palazzo tutte le domeniche, davanti a quelle che c’erano sia al Paladozza che al Dall’Ara. Era coccolato dalla sua città. E lui ha risposto con lo stesso amore che gli è stato riservato, interagendo a lungo con il pubblico, con una maggiora complicità, addirittura in dialetto.

Dopo due ore e mezza di concerto intense, ma allo stesso tempo veloci, le sue ultime parole sono ancora una volta rivolte proprio alla sua città: «Questa sera mi sono un po’ commosso – ha confessato- Perché i pezzi che oggi ho suonato hanno qualcosa di speciale: sono nati a Bologna».

SCALETTA:
1. Intro strumentale
2. Possibili scenari
3. Kashmir-Kashmir
4. Padre Madre
5. Il comico (sai che risate)
6. La nuova stella di Broadway
7. Latin Lover
8. Lost in the Weekend
9. Un uomo nuovo
10. Buon viaggio (Share the Love)
11. Momento silenzioso
12. Una come te
13. Vorrei
14. Vieni a vedere perché
15. Le sei e ventisei
16. Mondo
17. Logico #1
18. GreyGoose
19. Dev’essere così
20. Al tuo matrimonio
21. Il pagliaccio
22. 50 Special
23. Marmellata #25
24. Poetica
25. Nessuno vuole essere Robin

BIS
26. Un giorno migliore

LA FOTOGALLERY DEL CONCERTO A CURA DI ENRICO BALLESTRAZZI

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Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

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