Marco Mengoni. Uno showcase in piena notte per lanciare Atlantico

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Atlantico Fest

L’Atlantico Fest è iniziata in modo sorprendente con uno showcase notturno di Marco Mengoni alla stazione Centrale di Milano. Il cantante laziale ha dato appuntamento a un centinaio di fan provenienti da tutta Italia e a un manipolo di giornalisti e blogger intorno all’una e mezza di notte dentro la stazione, aperta eccezionalmente per l’occasione (e potete immaginare quante camicie abbia dovuto sudare la sua manager Marta Donà per ottenere tutte le autorizzazioni) e alle due e un quarto è salito sul palco allestito di corsa davanti ai binari 10 e 11 (fino a mezzanotte e mezzo la stazione era in piena attività), dove ha proposto un mini-show di una mezz’ora, facendo ascoltare in anteprima cinque canzoni del nuovo album: Muhammad Alì, Buona vita, La ragione del mondo, Hola e Voglio.
Atlantico FestMarco non si è voluto far mancare niente: lo showcase è stato introdotto da una big band. Poi, accompagnato dal suo gruppo (con l’ottimo Christian Rigano alle tastiere), e fasciato in un cappottone nero, ha cantato Muhammad Alì. Commosso, quasi fino a non riuscire a parlare, ha spiegato che gli piaceva l’idea di cantare lì, la stazione come metafora del nuovo viaggio che sta per cominciare. Un viaggio importante, dirà più tardi, quando racconta che «ho passato gli ultimi due anni e mezzo a pormi domande, riuscendo a darmi qualche risposta, mentre le altre sono ancora lì che volteggiano nell’aria. Comunque credo di essere cresciuto, sicuramente sono cambiato».
La ragione del mondo la propone con un quartetto d’archi e si siede al piano, emozionantissimo: «È la prima volta che suono il piano in pubblico». Poi canta Hola, in questo caso da solo, senza Tom Walker (qui di seguito il video con momento in cui la introduce).

Finito il set, ringrazia i musicisti della band, richiama accanto a sé il quartetto d’archi e la big band. Poi scende tra i fan per abbracciarli e farsi abbracciare.

È stato l’inizio di una tre giorni con molte iniziative: il quartier generale è stato fissato a Torre Velasca, nel cuore di Milano, dove, al quinto piano, è stato allestito un percorso in 13 stanze (una per ogni pezzo del nuovo album), poi ci saranno una mostra fotografica e alcune live session. Ma l’Atlantico Fest si svolge anche altrove: in piazza Eleonora Duse c’è un’installazione che vuole essere un invito alla lettura, all’Ostello Bello ci saranno dei breakfast organizzati in collaborazione con National Geographic, gli studenti di tre università hanno organizzato esposizioni con lavori di loro creazione (qui il programma completo dell’Atlantico Fest).
Il 30 novembre inizia anche l’Atlantico_instore, che andrà avanti fino al 20 dicembre con 16 appuntamenti in altre città italiane, giù giù fino alla Sicilia: clicca qui per vedere tutte le date).
Ah, dimenticavo: c’è anche un disco. Ma questo già lo sapevate: si intitola Atlantico ed esce il 30 novembre. Oggi lo presentano, naturalmente a Torre Velasca. Poi ve lo raccontiamo.
Atlantico Fest

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Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino). Ultimo libro uscito: "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi".

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