Danilo Sacco torna con “Gardè”. Un lavoro riuscito a metà

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Gardè
di Danilo Kakuen Sacco
Voto: 5,5

A distanza di quattro anni dal suo ultimo disco (Minoranza Rumorosa), esce oggi Gardé, il nuovo album di Danilo Kakuen Sacco, ex voce dei Nomadi, giunto al suo terzo lavoro da solista. Il titolo dal sapore francese, volutamente allusivo, è un invito a “stare in guardia”, a non rimanere indifferenti ma soprattutto a non perdere l’umanità.

E’ l’umanità infatti il legame che collega tutte le canzoni dell’album, 13 storie che prendono ispirazione da fatti realmente accaduti. Danilo Sacco, da sempre amante della storia, usa il passato per trovare una chiave di lettura del presente. E’ una strada che aveva già iniziato a percorrere con Minoranza Rumorosa, ma che in Gardè  raggiunge il suo pieno sviluppo. E’ così che il primo singolo, Amico mio, racconta la straordinaria storia di amicizia tra la leggenda del rugby sudafricano Joost Van Der Vesthuizen e l’avversario neozelandese Jonah Lomu. Lo sport è un tema che all’interno del disco trova molto spazio, in questa cornice si inseriscono i brani Jesse e Lutz scritto per Jesse Owens e Luz Long e Best, dedicato proprio a George Best.

«Lo sport, come la musica, è in ultima analisi la metafora della vita e le storie raccontate ne sono un esempio – racconta Danilo – La storia di rivalità sportiva fra Joost e Jonah travalica in un’amicizia profonda quando entrambi si ammalano molto gravemente e si giurano di tenere duro fino alla fine. La stessa amicizia traspare dalla storia di Jesse e Carl Ludwig Long detto ‘Lutz’. Quest’ultimo era destinato a vincere nella sua Berlino le Olimpiadi di salto in lungo del 1936 ma, per onestà sportiva, aiuta proprio il suo diretto rivale americano ad aggiudicarsi la medaglia d’oro. Le loro epistole raccontano di un senso di onore e di rispetto che dovrebbe permeare sempre lo spirito di ogni sportivo al di là della semplice e fugace rincorsa verso la vittoria ad ogni costo. 
E che dire di George Best? Il calciatore che si permise di fare un tunnel a Johan Cruyff?
Dalla sua storia non traspare solo la grandezza di un fuoriclasse assoluto, ma ancor di più la sregolatezza di un uomo che voleva vivere senza remore né rimpianti le proprie debolezze».

La title track dell’album (e che chiude il disco), Gardè, è dedicata al sindaco di Riace Mimmo Lucano e racconta gli sbarchi, l’emigrazione e il pregiudizio nei confronti di chi è costretto a cercare fortuna in territori diversi da quello di appartenenza. La contaminazione, vista come una fonte di ricchezza, è trattata anche nei brani Una nuova Babele e La lunga strada, quest’ultimo scritto da Massimo Bubola.

Gardè è un album molto ambizioso, con un’idea forte alle spalle (e di cui c’è tremendamente bisogno in questo periodo), ma che all’atto pratico non riesce a reggere il passo con le premesse che si porta dietro: la scrittura non è sempre a fuoco, a volte un po’ pesante (in Vedrai), in altre banale (“Tutti bravi / Ma George… Best” è una delle espressioni più abusate di sempre). Ma soprattutto gli arrangiamenti ed il mix mancano di originalità, ed è un vero peccato, perchè c’erano tutte le basi, le idee ed il materiale per fare un lavoro di qualità.

In mezzo a tante ballad i brani meglio riusciti sono quelli più rock (Una nuova Babele e Spazza via), quelli in cui i musicisti, sembra, si sono sentiti più liberi, a differenza di quelli più lenti in cui si percepisce un’atmosfera di “pesantezza”, quasi come si stesse sentendo la serietà dei temi trattati. Ed il connubio “argomento serio – musicalità pesante” non sempre è funzionale.

Gardè è un lavoro in cui emerge la sensibilità e la voglia, da parte di Danilo Sacco, di raccontare un periodo buio (quello attuale), ma di dare, alla fine, una luce di speranza, mettendo al centro del discorso l’umanità. Purtroppo non si sono incastrati tutti gli ingranaggi per riuscire a fare un lavoro di qualità.

TRACKLIST
1. Jesse e Lutz
2. Sarò qui per te
3. Amico mio
4. New York 1911
5. Vedrai
6. Ciao vecchio amore mio
7. La rosa violata
8. Io vivo ancora
9. Best
10. Una nuova Babele
11. La lunga strada
12. Spazza via
13. Gardé

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Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

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