Addio all’attore Ennio Fantastichini

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Ennio Fantastichini

La notizia è arrivata improvvisa e inaspettata: l’attore Ennio Fantastichini è morto a causa di una grave emorragia cerebrale causata da una leucemia acuta, che aveva già colpito cervello, polmoni e intestino. Era ricoverato da due settimane, in rianimazione, al Policlinico della Federico II di Napoli.
Fantastichini era nato a Gallese, in provincia di Viterbo, il 20 febbraio 1955, quindi aveva soltanto 63 anni. Figlio di un maresciallo dei carabinieri, era cresciuto a Fiuggi. Poi, a 20 anni, si era trasferito a Roma per studiare recitazione all’Accademia d’arte drammatica. Ma già da quando aveva 15 anni faceva qualche parte a teatro.
Come attore cinematografico esordì nel 1982, con Fuori dal giorno. Poi interpretò una piccola parte ne I soliti ignoti, vent’anni dopo (1985). Tre anni dopo, ottenne il ruolo di Enrico Fermi nel film di Gianni Amelio I ragazzi di via Panisperna. Sempre con Amelio, l’anno dopo girò il suo più grande successo, Porte aperte, al fianco di Gian Maria Volonté.
Tra i molti film cui ha partecipato, ci sono Ferie d’agosto di Virzì, Saturno contro  e Mine vaganti di Ferzan Ozpetek (per il secondo film vinse il David di Donatello come miglior attore non protagonista), La mossa del pinguino di Claudio Amendola e il recente Una famiglia di Sebastiano Riso.
Aveva partecipato anche al biopic Fabrizio De André – Un principe libero (dove interpretava un ruolo importante, quello del padre di Faber: foto sotto) e aveva preso parte a numerose serie televisive, da Il mostro di Firenze a Squadra antimafia.
Ennio Fantastichini

Spesso gli affidavano il ruolo del burbero, in realtà era una persona dotata di grande autoironia. Ennio Fantastichini coltivava un’autentica passione per il teatro di Shakespeare, anche se in realtà gli è capitato raramente di interpretare ruoli ideati dal grande commediografo inglese. Durante un’intervista disse: «Ho frequentato poco il repertorio shakespeariano che, per un attore, è l’apoteosi, un’impresa grossa, robusta, perché propone sempre ruoli d’eccellenza». Era profondamente convinto che prima o poi gli sarebbe capitata l’occasione giusta, sottolineando: «Non considero la mia vita conclusa e non ho alcuna intenzione di andare in pensione. Però voglio riprendere del tempo per me e riuscire finalmente a fare un po’ le cose che desidero e che, finora, non sono riuscito a godermi. In un certo senso intendo vivere una nuova adolescenza».
Peccato che il destino non gli abbia consentito di coronare il suo sogno.
Ennio Fantastichini

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