Edoardo Bennato. Dall’isola che non c’era alla penisola che c’è

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Bennato

Il selfie di Bennato con Salvini sta facendo discutere, forse anche troppo e in modo sbagliato, ma certo nessuno si aspettava una scivolata del genere da parte del cantautore più rock’n’roll del sud. Per carità, amare il rock non significa mica essere un rivoluzionario, anzi… se pensiamo alla stretta di mano di Elvis Presley a Nixon, hai voglia a santificare il rock come espressione rivoluzionaria, ma Edoardo Bannato è uno che ha fatto successo scrivendo e cantando canzoni ben precise, dirette e lucide contro il cosiddetto potere, mettendo insieme Nerone, carabinieri, burattini senza fili, rinnegati e tanto altro. E da uomo del sud mica ti aspetti che sorrida a fianco di uno che ha sempre parlato del sud come fa Trump dei messicani. Del resto Bennato aveva già suonato per i 5 Stelle sullo stesso palco di Grillo, ma quello era ancora il periodo della protesta visionaria, dell’opposizione utopica, dell’ubriacatura ideologica che i delusi dalla sinistra stavano vivendo. Era il periodo in cui lo “shining” populista cominciava a sparare bagliori in un elettorato senza alcun riferimento politico.

Altra cosa però è sorridere a fianco di Salvini, ministro dell’interno e rappresentante di un governo totalitario e incompetente. Così la protesta sul web non si è fatta attendere e lo stesso Bennato ha pubblicato un video in cui sostiene di essere un uomo libero senza alcuna appartenenza politica se non a quella dei “militanti del rock”. Ma che significa? Il rock non è un partito, non è una lista civica, nè un gruppo misto ma neanche un’aggregazione di qualunquisti pescati nel mazzo. Il rock’n’roll comunque ha un suo linguaggio, la sua filosofia, il suo stile di vita che nulla a che vedere con chi strizza l’occhio al razzismo e all’oscuramento dei diritti umani e civili. Se invece Bennato pensa che il rock’n’roll sia solo un ritmo da intrattenimento, una moda ludica e festaiola come una playlist da festa della birra, allora anche Salvini ha diritto di essere considerato un rocker.

Ora sia chiaro che nel corso della loro vita quasi tutti i cantautori hanno ricevuto  lusinghe da politici, portaborse, mezzani e cortigiani di ogni specie. Addirittura in molti congressi di partito alcune loro canzoni sono state scippate come inni di partito fugaci. Molto spesso non gli è stata chiesta nemmeno l’autorizzazione. Tutti validi motivi per smarcarsi da presunte appartenenze di sinistra o di destra, ma le idee e le canzoni comunque restano, dato che esprimono dei significati precisi.

Bennato però deve aver dimenticato persino i testi che ha scritto e non certo per problemi di memorizzazione.  Caso suo a parte, stupisce anche l’assordante silenzio dei suoi “colleghi”. Nessuno protesta, nessuno si muove. Si sta sulla barca in burrasca coprendosi la testa con una cerata, in attesa che “passi la nuttata” e non ci si accorge di andare incontro a un naufragio devastante.

Ecco perché quel selfie di Bennato con Salvini rappresenta un grossolano errore. Pino Daniele cantava Questa Lega è una vergogna, ma forse Bennato ora la pensa diversamente. Per lui ora il rock’n’roll è come una sit comedy e Salvini il protagonista alla Fonzie. Eppure di “happy days” nel Paese non vi è alcuna traccia. Insomma dall’Isola che non c’era ora Bennato è felicemente approdato alla Penisola che c’è. Quella che vota gente che prepara le black list dei giornalisti, che taglia il sostentamento alla cultura, che sopprime il dissenso e anziché governare sta in continua campagna elettorale. Che dire quindi dello smagliante sorriso di Bennato accanto a Salvini ? Ridi, ridi pure Edoardo che “viva la mamma” ha fatto gli gnocchi. Chissà magari ti chiederanno di scrivere l’inno, come hanno già chiesto a Lavezzi e a Mogol, ma magari un tantino più rock’n’roll, e allora sai che risate…

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Ha iniziato a lavorare nella discografia nel 1975, collaborando tra gli altri con Fabrizio De Andrè, Paolo Conte, Roberto Benigni, Skiantos e Roberto Vecchioni. Per la TV, è stato capoprogetto e autore di innumerevoli programmi musicali e produttore esecutivo di molti format. Ha scritto per Antonio Ricci, Piero Chiambretti, Gene Gnocchi, Serena Dandini, Simona Ventura, Mara Maionchi e tanti altri. Inoltre ha pubblicato sei libri, tra i quali Skanzonata (Skira editore), Talent shop – dai talent scout a Talent show (Arcana), Cesate Monti, l’immagine della musica (Crac Edizioni) e Artisti in galera (Skira). È anche regista di video clip, film e documentari biografici. Ha vinto un Premio internazionale con il film Il sogno di Yar Messi Kirkuk . Attualmente è regista del tour teatrale Love & Peace di Shapiro-Vandelli. Scrivere è la sua passione.

6 COMMENTI

  1. Lo scivolone l’ha fatto lei, autore dell’articolo, che invece di dedicarsi a scrivere di musica e di spettacolo, si espone e si schiera com’è oramai moda tra i media…proprio perchè siamo in un regime simil fascista!!! Non ho mai visto una libertà di parola del genere contro la maggioranza come in questo momento storico…e parlo da osservatore, a me non può fregare di meno di Salvini, Di Maio & co.
    …caro il mio sig. Manfredi, stipendiato, tra gli altri, anche dal Berlusca.

  2. Paolo Solari, Lei non sa di cosa parla. Mi scrive ” invece di dedicarsi a scrivere di musica e spettacolo…” Si dia il caso che di libri ne ho scritti sette, di musica e spettacolo e circa 300 interviste ad artisti della musica, del cinema e dello spettacolo, Bennato compreso.. Si informi. In quanto al Berlusca ho sempre votato contro e non sono mai stato sul suo libro paga a differenza di qualcuno che evidentemente Lei stima molto . Si informi, prima di scrivere post buttati lì senza conoscenza nè dal tema, nè delle persone. Vedrà che aiuta. Grazie.

  3. Ma è proprio per quello che le ho accennato di scrivere di musica e spettacolo, appunto perchè sa fare il suo lavoro, perchè dovete tutti sempre, comunque e pateticamente fare politica? Ora pure su spettakolo.it ci tocca sorbire questi nauseabondi schieramenti. Pazzesco.

  4. Ora siamo arrivati al punto che un personaggio come Bennato non debba neanche fare un “selfie” con il politico di turno, se pur con visioni probabilmente molto diverse. Che tristezza!

  5. Che tristezza questi articoli che sì permettono di giudicare un grande come Bennato, che ha sempre cantato quello che voleva senza censura e che non si è mai accomodato politicamente. VERGOGNA!!!!!!!

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