Una playlist per ricordare il genio di Frank Zappa

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Frank Zappa

Frank Zappa, di cui oggi ricorre il 25esimo anniversario della morte (ci lasciò il 4 dicembre 1993) è stato il musicista più geniale del secolo scorso. È stato un grande innovatore, facendo esperimenti d’ogni tipo e grandi provocazioni, rivestendo le sue canzoni con testi spesso provocatori e carichi di ironia. Molto dotato come musicista, si dilettava con ogni tipo di strumento e ci ha lasciato parecchi capolavori. Qui di seguito vogliamo ricordarlo con una playlist con alcuni (non tutti) suoi brani immortali. Essendo la sua produzione molto vasta, ovviamente trattasi di una scelta assolutamente personale.

Hungry Freaks, Daddy (da Freak out!, 1966)

È il brano d’apertura del primo album delle Mothers of Invention (la band di Frank Zappa, inizialmente chiamata semplicemente “Mothers”). Un atto d’accusa contro il sistema, rivestito da un acido rock blues impregnato di rock.

Who Are the Brain Police? (da Freak out!, 1966)

Altro gioiello che caratterizza questo bellissimo disco d’esordio di Zappa. Caratterizzato da un bizzarro giro di basso, appare tutto scombinato, al limite dell’ascoltabilità. In realtà dietro c’è una grande ricerca.

FlowerPunk (da We’re Only In It For the Money, 1968)

Altro album-capolavoro, presa in giro del Sgt. Pepperbeatlesiano. Questo brano in particolare è una parodia della hendrixiana Hey Joe, ma contiene anche riferimenti al Wild Thing.

Peaces En Ragalia (da Hot Rats, 1969)

Probabilmente uno dei momenti più iconoci del sound zappiano, estratto da uno dei suoi album più belli.

Camarillo Brillo (da Over-nite sensation,1973)

Camarillo è una cittadina californiana, famosa per la sua clinica psichiatrica; Brillo è una marca di spugnette per pulire. Questa espressione indica la chioma della protagonista della canzone. È un classico zappiano, che assieme a Dirty Love contribuirà al successo di questo album.

Zomby Woof(daOver-nite sensation, 1973)

Una delle perle di Zappa, brano molto amato soprattutto dai chitarristi: l’assolo ha una varietà ritmica e stilistica incredibile.

Don’t Eat the Yellow Snow(da Apostrophe, 1974)

Musicalmente parecchio incasinato, è un sogno che racconta di un piccolo eschimese e di sua madre che camminano nella morsa del gelo, dove passano gli Husky: lei gli raccomanda di non mangiare la neve gialla.

Flakes (daSheik Yerbouti, 1979)

Frank fonda la Zappa Records, continuando il suo percorso stralunato e innovativo. Questo brano è una presa per i fondelli di Bob Dylan.

Valley Girl (da Ship Arriving Too Late to Save a Drowning Witch, 1982)

Singolo che ottiene un inaspettato successo, che Frank ha inciso assieme alla figlia Moon (all’epoca quattordicenne): quest’ultima imita la parlata tipica delle coetanee dei sobborghi di Los Angeles e dei loro miti vuoti e superficiali.

Watermelon in Easter Hay (daGuitar,1988)

Stando al figlio Dweezil, questo è il miglior assolo del padre.

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Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino). Ultimo libro uscito: "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi".

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