Possibili scenari (per pianoforte e voce) è l’ennesima perla di Cesare Cremonini

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Possibili scenari (per pianoforte e voce)
di Cesare Cremonini
Voto: 7

E’ uscito oggi Possibili scenari (per pianoforte e voce) di Cesare Cremonini, una “nuova” versione di Possibili scenari, registrata quest’estate esclusivamente pianoforte e voce (come dice il titolo).

Un’operazione abbastanza inusuale se si pensa che il disco, alla fine, è uscito poco più di un anno fa e che non contiene outtakes o altre versioni particolari per “stimolare la vendita”. Nella sua semplicità (e bellezza), altro non è che il medesimo album suonato voce e piano.

Le parole migliori per descrivere l’album le ha riservate proprio Cesare: «Penso sia il momento giusto in cui pubblicare un album come “Possibili scenari per pianoforte e voce” perché offre la possibilità di ricondurre il pubblico ad un ascolto della musica più attento, paziente e meno frenetico». E l’ascolto dice proprio questo. Possibili scenari (per piano e voce) è un disco in cui vale proprio la pena dire che less is more: a differenza delle grandi produzioni a cui ci ha abituato Cesare, è un album registrato per sottrazione, ogni nota è fondamentale e non se ne sente mai una di troppo. Quel che emerge poi è la scrittura di Cremonini, una dote che, in mezzo ai suoi classici arrangiamenti, spesso rischia di perdersi. In questa versione le immagini sono nitide, chiare, precise, Cesare parla direttamente, senza fronzoli, e riesce ad apparire ancora più sincero.

E, quasi paradossalmente, tutte le canzoni ne escono valorizzate: Possibili scenari diventa una dolce ninna nanna, l’incipit a cappella di Nessuno vuole essere Robin fa venire una dolce pelle d’oca, ma tutti i brani, da quelli inizialmente più ritmati alle ballad sembrano guadagnarne.

Sembra che Cremonini in questo momento abbia davvero una marcia in più, si può dire che abbia raggiunto una maturità tale da poter permettersi di esaudire tutti gli sfizi che vuole, sfornando ogni volta piccole perle.

Possibili scenari (per pianoforte e voce) è un piccolo gioiello che però lancia uno spunto molto interessante: ricordo che quando uscì Più che logico pensai che fosse un test per lanciare gli stadi. Ora mi viene da domandarmi “che sia un test in vista di un tour teatrale one man show?

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Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

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