Tragedia di Corinaldo. Le considerazioni di Assomusica e Slow Music

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Corinaldo

Sulla tragedia di Corinaldo stanno arrivando le prese di posizione degli “addetti ai lavori”. Lo sdegno è unanime, ma ora è necessario fare qualcosa di concreto perché simili episodi non si ripetano. L’improvvisazione è deleteria, e le regole vanno rispettate. Da tutti.

Assomusica, l’Associazione Italiana degli organizzatori e produttori di spettacoli musica dal vivo, rivolge un accorato appello volto a sensibilizzare l’opinione pubblica. «Un grave lutto ha colpito il  mondo dello spettacolo», dichiara il presidente Vincenzo Spera. «La tragedia di Ancona ci lascia senza parole. Non è possibile che un momento di gioia e socializzazione si trasformi in tristezza e perdita di giovani vite. Assomusica e tutti i suoi associati esprimono dolore e vicinanza alle famiglie assurdamente coinvolte in questa tragedia. Invita tutti i propri associati e gli artisti che si esibiranno da oggi a dedicare un momento di riflessione all’inizio di ciascun spettacolo in programmazione. Ora più che mai è opportuno sensibilizzare l’opinione pubblica alla educazione e alla attenzione dei singoli comportamenti che possono generare come in questo  caso dolore e tragedie insopportabili. Assomusica si impegna a rafforzare il lavoro dedicato da anni alla sicurezza del pubblico e dei lavoratori, invitando tutti gli operatori ad attenersi scrupolosamente alle normative vigenti e si mette fin da ora a disposizione delle Istituzioni per portare avanti una campagna di educazione alla sicurezza del pubblico nei luoghi di pubblico spettacolo».

Questo invece il pensiero di Slow Music, associazione culturale che ha tra i suoi principi fondamentali l’etica del lavoro nel settore musicale e la difesa dei diritti del fruitore di musica: «È molto difficile, triste, persino pericoloso commentare a caldo una tragedia come quella accaduta a Corinaldo la scorsa notte, che ha causato 6 vittime e decine di feriti. Sono colpiti i ragazzi, le loro famiglie, tutti. Indirettamente, vengono colpiti anche la musica, l’artista per cui quelle persone erano lì. E questo non può e non deve mai accadere, perché la musica è gioia e condivisione.
Di solito disgrazie del genere accadono per una terribile concatenazione di eventi: una causa scatenante, da cui discende il resto. Casualità. Le norme di sicurezza in Italia esistono, sono molto restrittive, vanno fatte rispettare, a volte possono mancare i controlli. Al di là di capienza, security, minorenni in un locale, quello che è difficilissimo controllare, a quanto pare da tutte le testimonianze raccolte finora a Corinaldo, è la stupidità, la superficialità di certa gente. Se uno diffonde uno spray urticante all’interno di un locale pieno zeppo, gli esiti possono essere esplosivi. Se è accaduto questo, purtroppo (scusate il paragone violento) è come quando un terrorista, un cane sciolto, una scheggia impazzita attenta la vita di una comunità. Come si fa a controllare questo, frutto d’ignoranza, maleducazione, superficialità, malintesa religione, prodotti di un tessuto sociale fortemente squilibrato, con troppe disuguaglianze, che genera instabilità?
Trentotto anni fa, l’8 dicembre 1980, Mark David Chapman a New York uccise John Lennon. Un’altra scheggia impazzita eliminò un musicista, il simbolo di un’epoca. Tra quanto accadde a NYC e Corinaldo non c’è un collegamento diretto, ma l’incontrollabilità in un certo senso è esattamente la stessa».

Concludiamo con un post scritto “a caldo” da Luca De Gennaro, direttore artistico di Milano Music Week, sulla sua pagina Facebook:
1) Non si deve pubblicizzare come “concerto” una apparizione in discoteca dove si fanno tre o quattro canzoni famose “voce su base” alla console all’una di notte.
2) Così facendo i genitori dei minorenni cedono alle richieste dei figli che pensano di andare a vedere un concerto e li lasciamo andare in un posto e ad un’ora della notte in cui non dovrebbero.
3) Comunque non si fanno entrare i minorenni in discoteca.
4) Se sei responsabile delle attività dell’artista più famoso d’Italia tra i giovani ti informi prima se il locale ha la giusta capienza ed è in sicurezza.

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