Se il nero non è servo, l’Oscar va in bianco

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“Gli artisti neri vengono scelti per i premi quando hanno ruoli di servi più che quando interpretano re o personaggi che cambiano il mondo”.  L’ha dichiarato al Santa Barbara Film Festival David Oyelowo, interprete di Martin Luther King in Selma, il film che agli Academy Awards è in lizza per il miglior film e la canzone, ma non per l’attore principale nè per la regia di Ava DuVernay. Il riferimento è nell’immediato a 12 anni schiavo e a The Butler. Un maggiordono alla casa bianca, ma in fondo si può risalire fino all’Oscar alla mamie di Via col vento. Oyelowo  ha tirato la picconata quando gli hanno chiesto come si sentiva a essere stato così oltraggiosamente snobbato dagli Oscar. Prima ha scherzato, poi ha fatto notare che Denzel Washington non ha preso l’Oscar per Malcom X e che Sidney Poitier l’ha preso per I gigli del campo, ma non per La calda notte dell’ispettore Tibbs. Tra l’altro, per la seconda volta negli ultimi venti anni, le nomination state tutte per attori bianchi. Al punto che su Twitter è stato creato un ashtag #OscarsSoWhite

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