La mia città – Milano multifood

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Non so a voi, ma a me piace molto l’esplosione di negozi alimentari multietnici che, da qualche anno a questa parte, hanno iniziato a popolare Milano, non da ultimi quelli che si sono insediati nel nuovo  mercato comunale sulla Darsena, e che si affiancano e ben convivono con gli esercizi per i palati più tradizionali.

Perché mi capita spesso di aver voglia di una zuppa cinese, o di involtini primavera, o di pão de queijo (un delizioso pane al formaggio brasiliano), o ancora di provare frutta o verdura dall’aspetto sconosciuto, solo per sapere che sapore ha.

Altre volte vorrei rifare un piatto che ho degustato nel corso dei miei viaggi, e i cui ingredienti richiedono un po’ di ricerca ma ora, nella quasi totalità dei casi, si riescono a reperire.  Ricordo ancora che, più di vent’anni fa, insieme ad alcune amiche, volevo preparare una cena messicana, in una Milano dove le tortillas non si trovavano ancora al supermercato e non esisteva ancora Internet per provare a cercare una ricetta per farle. Abbiamo passato una settimana facendo inutili esperimenti, finché non ci siamo rassegnate ad acquistarle in uno dei pochi ristoranti messicani allora presenti in città.

Si parla tanto di cucina fusion… e allora, anche in casa, proviamo ad abbinare, mischiare, contaminare la cucina italiana, inserendo prodotti provenienti da altre culture e gastronomie.

Lasciatevi trascinare tra questi prodotti sconosciuti e non esitate a chiedere cosa sono e come si cucinano. Scoprirete ricette inedite, così come io ho imparato a “soffriggere” la pancetta nell’acqua, invece che nell’olio, per sgrassarla (come fanno i cinesi) o ad aggiungere arachidi tritate nel ripieno degli involtini primavera (alla maniera dei filippini).

Piccoli trucchi che ci avvicinano a un cibo diverso e attraverso il cibo ci avvicinano ad altre culture, dalle quali sono ben felice di farmi contaminare.

La cucina degli stranieri che popolano Milano, inoltre, è spesso una cucina saporita ma povera, in linea purtroppo con il loro potere d’acquisto. E allora, quando ci lamentiamo dei prezzi di alcuni alimenti ai quali sembra non si riesca a rinunciare, apriamo i nostri orizzonti alla cucina degli altri: avremo piacevoli sorprese sia di gusto che di portafoglio.

L’IDEA DA PORTARE A CASA: SFOGLIA DI INVOLTINI PRIMAVERA RIPIENI DI SARDE, ALL’ACETO BALSAMICO

Fate appassire una cipolla rossa e, quando è morbida, unite dei filetti di sarde o alici, una piccola manciata di uvette, un cucchiaio di pinoli e del finocchietto tritato. Questo sugo, che normalmente si usa per condire i bucatini e che rappresenta una delle ricette più tradizionali della Sicilia, può essere utilizzato per farcire degli involtini primavera. I fogli di pasta si trovano surgelati in molti negozi alimentari etnici. Dopo averli fritti con olio di semi di arachide, si possono servire, ben caldi, guarniti con una riduzione di aceto balsamico.

Involtini primavera alla siciliana
Involtini primavera alla siciliana

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