Testa di basso. Ovvero le meravigliose avventure di Saturnino Celani

Il più amato tra i bassisti italiani pubblica un'autobiografia fuori dagli schemi: in ogni pagina c'è una scoperta, una rivelazione, un aneddoto.

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Saturnino
©Foto di Riccardo Medana

L’endorsement è notevole. Scrive Lorenzo “Jova” Cherubini sulla fascetta: «Saturnino è il più grande bassista dopo il Big Bang. E mio amico da prima del Big Bang. Anzi il Big Bang l’abbiamo fatto insieme».

Il 12 marzo Salani pubblica Testa di basso, un’autobiografia fuori dagli schemi del più amato tra i bassisti italiani, scritta a quattro mani con il giornalista Massimo Poggini. Oltre al “dietro le quinte” dello showbiz, Saturnino racconta le sue incursioni nel mondo della moda, del cinema, dell’arte e dello sport.

Saturnino

Come tutti sanno, il “sensational bassist” è un personaggio molto eclettico e molto amato non soltanto dal pubblico di Jovanotti, del quale peraltro è amico e braccio destro da quasi 25 anni. Nel libro, oltre al suo percorso professionale, racconta i tanti incontri che ha avuto, da una giornata milanese a fare il driver a Lou Reed alle vacanze in barca con Renzo Rosso e Kanye West. Ci sono numerosi aneddoti che riguardano Sting, Nile Rodgers, Luciano Pavarotti, Pino Daniele, Eros Ramazzotti, Franco Battiato, Zucchero, Ligabue, Davide Oldani, Gabriele Muccino e parecchi altri. E parla un po’ di tutto, dal suo rapporto con la moda a quello quasi maniacale con il web, dall’oroscopo ai viaggi negli Stati Uniti con e senza Lorenzo.

In ogni pagina c’è una scoperta, una rivelazione, un aneddoto. Non certo a caso il sottotitolo del libro è Le meravigliose avventure di Saturnino Celani. Chi lo conosce sa che Saturnino è uno straordinario raccontatore di storie, un tornado di battute, un organizzatore di scherzi, un postatore folle, esuberante, ironico, alla mano, un influencer che non risparmia di spargere allegria intorno.

Come quando racconta senza peli sulla lingua i suoi inizi come musicista: «Non ci girerò attorno: io ho iniziato a suonare rock con l’idea di rimorchiare. Infatti si cuccava tantissimo. Era come stare in paradiso: attorno a me c’erano soltanto ormoni femminili. Non pensate che abbia combinato chissà che. Parlavamo e basta. Del resto non c’è nulla di più bello che far nascere rapporti. Pensate all’India, dove i religiosi hanno accesso a tutte le caste. Fatte le debite proporzioni, per un musicista più o meno è lo stesso: lui riesce a dialogare anche con persone che all’apparenza potrebbero sembrare ostili. L’elemento aggregante è la passione per la musica».

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