Vi è mai capitato di essere operati? Personalmente – sono stata fortunata fino ad oggi – ho avuto solo un menisco e ricordo di essermi addormentata in sala operatoria sulle note di Lucio Battisti (“Sì, viaggiare”). In America, a Duluth (Minnesota) per essere precisi, il Dr. Mark Monte stimato cardiologo e primario del St. Luke Hospital, è un irriducibile fan del Boss e sul suo mp3 – dice – ha “tutte le incisioni che Springsteen abbia mai fatto in vita sua”. Il Dr. Monte, cresciuto a New York, ogni volte che entra in sala operatoria si porta la sua musica e opera solo se ha il suo mp3.
“Alcuni studi fatti alla metà degli anni ’90 da un team guidato da Karen Allen su 50 chirurghi monitorati in situazioni di alto stress, hanno dimostrato che una selezione musicale appropriata può aiutare molto in sala operatoria. I chirurghi che operavano con la musica che loro stessi avevano scelto, lavoravano molto meglio rispetto alla mancanza di musica“.
Monte, insomma, non opera se non ha la musica del Boss nelle orecchie. Gli stessi studi della Allen hanno anche dimostrato che più l’ambiente in cui il paziente si trova durante l’anestesia è rilassato e piacevole, tanto migliore sarà la sua esperienza al risveglio.
“Per non so quale ragione – ha detto ancora Mark Monte – i cardiochirurghi tendono ad ascoltare soprattutto la musica classica. Anche a me un po’ piace ma 8 ore di Boston Symphony è un po’ troppo…e un’operazione lunga, senza musica, può diventare davvero noiosa!“.
E a conclusione della sua intervista il medico rock ha detto: “C’è comunque qualcosa di ancora peggio della mancanza della musica in sala operatoria, se spari a tutto volume un disco che non piace al chirurgo, nessuno passerà una bella giornata…”
Se dovesse capitarvi quindi di essere operati, sinceratevi dei gusti musicali del chirurgo e portategli una selezione adeguata…




































