Lo ammetto, devo dire che quando ho saputo di Luciano ospite alla notte della Taranta un tantino ci son rimasta: dico, forse non tutti sanno esattamente che cosa sia questa manifestazione. Non è Sanremo, che pure aveva sconvolto tanti; non è il concerto di Radio Italia a Milano, che pure aveva lasciato molti a bocca aperta.
La Notte della Taranta è una manifestazione che richiama migliaia di persone, che in genere affluiscono in uno spazio che non è Campovolo, ma che alla fine ci arriva a contenerne 150.000.
E dove si balla a ritmo davvero “tarantolato”, sopra e sotto il palco, pressochè ovunque, in un crescendo che davvero richiama la danza ipnotica dei dervisci. Le avete mai viste qualche foto? Guardate qua…
Quindi dai, un momento di stupore – misto al rosicamento feroce sapendo che non avrei comunque potuto seguirlo in quell’evento – ci stava pure…
Però quando ho saputo che Luciano canterà brani in dialetto salentino, mi son detta che Luciano sul palco della Taranta saprà domarla: anzi, saprà interpretarla a suo modo, dedicando la sua voce a sonorità diverse, come già aveva fatto con “Ai cuddos” cantando in sardo.
Che poi, alla fine, Luciano che si butta in braccio a un’altra platea di 150.000 persone come quella, vuol dire che di voglia di sperimentare ne tiene ancora, vuol dire che non ha paura di niente e di nessuna sfida, che è pronto a sfidare anche platee e spettacoli fino ad ora rimasti lontani dalla sua personale propensione…
…e a noi il nostro cantante piace proprio perché sa sempre come stupirci e lasciarci a bocca aperta.









































