Il pozzo dei giganti
degli Cherry Five
Voto 7
Accade che l’amore incondizionato dei fan a volte faccia il miracolo. Quanti gruppi avremmo amato si fossero riuniti, anche solo per una volta ed avessero ricreato le magiche sensazioni che i loro lavori elargivano nei tempi d’oro e quanti, invece, si sono inutilmente rimessi insieme sotto l’egida del dio denaro per produrre sterili imitazioni di se stessi e passare alla cassa…ebbene a coloro toccherà finire, con molta probabilità nelle prossimità del Pozzo dei Giganti, il nuovo lavoro , dopo ben 39 anni,dei Cherry Five, gruppo che nel 1976 diede alle stampe l’album omonimo e nel quale militavano (non citati, per aumentare l’aura di leggenda…) Simone, Morante e Pignatelli, Goblin doc, insieme al cantante Tony Tartarini ed il batterista Carlo Bordini, per i cultori senz’altro un capolavoro del prog italiano.
Si diceva, l’amore dei fan, ed , in questo caso specifico, di uno in particolare che ha talmente insistito sulla reunion da convincerli quindi a tornare ad esibirsi con risultati entusiastici, e di che ritorno parliamo…
Il Pozzo dei Giganti è un concept sulla Divina Commedia che vede nuovamente coinvolti Tartarini e Bordini , accompagnati dalle nuove leve De Rossi, Sallusti e Piccini (e son cinque…) che attinge a mani discrete nell’ispirazione delle bands che, nel passato, del genere furono fieri alfieri: Gentle Giant ma anche E.LP. , con pizzichi di Canterbury. Soprattutto si apprezzi il ritorno delle mini suite, esecuzioni che resero il progressive quanto di più vicino alla musica classica che fosse alla portata pop/olare.
Una delizia per le orecchie sia degli storici del movimento che per i neofiti che penseranno di avere a che fare con degli esordienti dotati. Di questo passo ci si augura non si debba nuovamente attendere altri 40 anni per il terzo lavoro perchè il terreno è quanto mai propizio ora, nel mancato futuro del 2015.







































