Padri e figlie. E lacrime e sangue

Una figlia rivive/ricostruisce la vicenda del padre. Feuilleton da Pulitzer?

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Padri e figlie
di Gabriele Muccino
con Russell Crowe, Amanda Seyfried, Aaron Paul, Diane Kruger, Quvenzhané Wallis
Voto 6 –

Russel Crowe scrittore maltrattato più del conte di Montecristo si chiede perché Dio abbia creato gli scarafaggi e i critici. Beh, i critici per fargli critiche quando scrive cose non riuscite e per dargli il Pulitzer quando scrive cose riuscite. Non l’ha visto il film? Di Pulitzer ne prende due… Gli scarafaggi non sappiamo. La trama del film è questa: papà Crowe litigava con mamma davanti alla bambina mentre guidava, ha sbattuto, la mamma è morta, lui ne è uscito con un trauma che lo costringe a mesi di ospedale psichiatrico, la povera bambina viene praticamente adottata dagli zii ricchi che non la vogliono restituire a papà (orso, scrittore, adesso con crisi epilettiche e povero in canna). Lo sappiamo tra flashback e flashforward dalla bambina cresciuta che adesso si fa un uomo in ogni bar per via del trauma. Ovviamente fa la psicologa ed è alle prese con una bambina muta (per un trauma) e con un uomo che la ama e quindi scompagina i suoi schemi autodistruttivi. E ora che abbiamo visto come Muccino ha rivestito questa trama chilometrica in stile Usa, che possiamo dire? Che con tutto il rispetto per il cinema popolare troppo melodramma stroppia…

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