Little Sister. Un impercettibile cambiare

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Little Sister
di Hirokazu Kore-Eda
con Haruka Ayase, Masami Nagasawa, Kaho, Suzu Hirose, Ryo Kase.
Voto 7

Tre sorelle giapponesi (Sachi l’infermiera rigorosa, Yoshino l’impiegata sentimentalmente infelice, e Chika la ragazzina nerd) vivono sole a Kamakura. Muore il padre che le aveva lasciate 15 anni prima per una nuova famiglia e al funerale scoprono di avere una sorella nata dall’altra relazione, Sozu. Le chiedono di venire a stare con loro e lei accetta. Comincia una convivenza di silenzi e rivelazioni “morbide” e molto giapponesi (eleganti nel proporsi) che celano inquietudini più radicali nei confronti delle madri e dei padri destinate ad emergere con l’aiuto di una grappa di prugne fatta in casa. In due parole la dinamica di questa crescita, collettiva e individuale, ricorda gli anelli delle onde che si allargano nell’acqua, con fasi sempre identiche in apparenza e sempre nuove, fino a che (come diceva Freud) quello che era ES deve diventare IO. E lo diventerà con estrema pazienza, grazie alla struttura che deriva da una graphic novel di Yoshida Akimi, Umimachi’s Diary (Diario di una città di mare).

 

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