Laura Pausini, lettere e immagini di una vita in musica

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Profumi, immagini e ricordi. Ogni volta che torno a casa, mi tuffo nel mio passato (più o meno recente). E quando apro l’album dove raccoglievo biglietti e foto dei concerti di Laura, riaffiorano tutti i momenti vissuti attaccati alle transenne, davanti all’Hilton o dentro uno studio televisivo. Chilometri macinati solo per scattare una foto con lei, per salutarla, ma, soprattutto, per sentirla cantare. Oggi, il rumore della pioggia fuori, incessante e prepotente, mi ha spinta a restare in casa. E così ho aperto l’album dei ricordi: ci sono le foto scattate alla data zero di Cesena, negli studi di Top Of The Pops (quando Laura cantava a qualche centimetro da noi, e tranquilli ce ne stavo lì a parlare con lei) o al concerto di Napoli, mentre indossa la maglia azzurra dedicata a lei. C’è la lettera che mi ha scritto, tre pagine di emozioni. Ci sono i ricordi dei viaggi. Tra sorrisi, applausi e risate. Ci sono i cartonati recuperati nei negozi di dischi (non senza difficoltà, e soprattutto dopo un’intensa attività di stalkeraggio). Ci sono le lettere che ci scrivevamo con gli amici del fan club. C’è la  maglia dei “Porca vacca è durato un flash”. Ci sono cassetti pieni di emozioni. C’è un pezzo della mia vita.

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