Carol. Due donne, un amore

Signora dell'alta borghesia e commessa dei grandi magazzini. Si amano.

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Carol

Carol
di Todd Haynes. Con Cate Blanchett, Rooney Mara, Kyle Chandler, Jake Lacy, Sarah Paulson.
Voto 7

Carol è un film sull’omosessualità che non ricatta lo spettatore con l’invito a riconoscere cittadinanza a una scelta sessuale: dice che l’omosessualità c’è e per alcuni è la carne in cui vivere e per altri un dramma. Basta. Una delle normalità. Carol (Blanchett) è una signora dell’alta borghesia americana che si innamora ricambiata dell’irrequieta Therese (Mara), ragazza indecisa tra l’esprimersi attraverso la fotografia o vivere nascosta come commessa dei grandi magazzini. La loro storia d’amore cresce in un film di freddezza entomologica, eleganza fotografica e narrativa radicale tra le paranoie dell’America alla fine dei Cinquanta, citata come un melodramma hollywoodiano messo in ghiaccio. Signora ricca e sposata, ragazza povera e indecisa, intorno, un po’ fantasmi, maschi destabilizzati, increduli, irritati, scandalizzati o perplessi (mariti, figli, aspiranti fidanzati), contemporaneamente persecutori e vittime. Todd Haynes aveva fatto un’operazione simile lavorando sulle differenze sociali oltre che sull’omosessualità (signora bianca borghese con marito gay e nuovo amore nero di estrazione inferiore) sempre nell’America di quel periodo in Lontano dal Paradiso. Lì era l’esplicita citazione del cinema di Douglas Sirk. In Carol la sua eleganza è davvero frigida. La storia viene dall’omonimo romanzo  di Patricia Highsmith, ai tempi pubblicato con lo pseudonimo di Claire Morgan

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