MARDI GRAS
PLAYGROUND
(Aereostella/Fermenti Vivi)
Voto: 7,5
Ci sono album che entrano ed escono dal mio lettore con la velocità della luce e senza il benché minimo rimpianto. Altri, per fortuna, che invece vi stazionano per parecchio tempo per il semplice piacere dell’ascolto. E’ il caso di questo “Playground”, opera ultima dei romani Mardi Gras, che già con l’esordio di “Drops Made” del 2006 e in seguito con “Among the Streams” (in particolare) del 2011, avevano dato buonissime credenziali con il loro campionario di rock a tinte irish, country e american music. Credenziali del resto qui più che confermate, dato che la band, pur tralasciando irish rock e country per un rock più “classico”, svaria con autorità e dimestichezza attraverso una serie di brani semplici ma non banali (anzi), musicalmente vari, prodotti benone e suonati idem.
E’ il caso dell’omaggio a tinte (profondo) porpora di un pezzo come “Painlover”, un bel rhythm’n’blues elettrificato d’altri tempi, oppure l’ottima “Road Song”, che sembra presa a forza da “Hollywood Town Hall”, il disco d’esordio dei Jayhawks. E se proprio vogliamo parlare di Bei Brani con l’iniziale maiuscola, ci sarebbe anche la ballata “Mine” da additare al pubblico interesse in quanto tale, per intensità, trasporto e “groove” che un po’ mi hanno ricordato i migliori Walkabouts. Senza nulla togliere, ovviamente, agli altri brani dell’album, firmati a turno dai vari componenti del gruppo e ciascuno meritevole di approfonditi e ripetuti ascolti. Che dire d’altro, quindi, di questi Mardi Gras, formati da Claudia Loddo (voce e chitarra acustica), Carlo Di Tore Tosti (basso), Fabrizio Fontanelli (chitarra acustica), Alessandro Matilli (piano & tastiere), Walter Palombi (batteria) e Simone Sammarone (chitarre elettriche e acustiche)? Un piacere ascoltarli, ancor più piacevole segnalarli come gran bella band che produce un bell’album. Notevoli, veramente notevoli.







































