Claudio Trotta: «La mia guerra al secondary ticketing» (videointervista)

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Molti appassionati di musica associano il suo nome a quello di Bruce Springsteen, del quale Claudio Trotta è “l’uomo di fiducia in Italia”. Ma la lista delle rockstar con le quali ha lavorato è lunghissima: Ac/Dc, David Bowie, Deep Purple, Kiss, Sting, Lenny Kravitz, Luciano Ligabue, Mika, Queen e molti altri. Da quando fondò la Barley Arts (1979), ha collaborato con centinaia di artisti famosi e meno famosi, muovendosi sempre con grande competenza e basando il proprio lavoro sull’entusiasmo e un infinito amore per la musica.

Con questo post iniziamo una serie di videointerviste con lui. Toccheremo gli argomenti più disparati: dal fenomeno del secondary ticketing (contro il quale Claudio ha deciso di schierarsi a muso duro: clicca qui per leggere) ai retroscena sulle trattative per portare in Italia una star internazionale; dal prezzo dei biglietti –da alcuni ritenuto troppo caro– al perché da noi i festival rock non funzionano. A queste e molte altre domande, Claudio risponde con la franchezza che lo caratterizza da sempre, mettendo a nudo ogni aspetto del mestiere di promoter e offrendo molti spunti di riflessione.

L’intervista è molto lunga, quindi è stata frazionata in varie puntate. Partiamo da uno degli argomenti più scottanti, il secondary ticketing… Ascoltatela con attenzione e scoprirete cose davvero interessanti.

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