Hanno approfittato della tappa milanese del loro tour per incontrare la stampa e presentare 9 Live & Live, un cd dal vivo registrato a Reggio Emilia, Nola e Golfo Aranci, arricchito da brani estratti dal precedente album d’inediti 9. La confezione comprende il DVD del live ripreso durante il concerto al Forum di Assago del 18 aprile 2015 e un docu film registrato al Grouse Lodge Studio in Irlanda durante l’incisione dell’album 9. Un ulteriore tassello nella già ampia discografia del gruppo aretino. 
Un tour dietro l’altro, senza soste e cedimenti in oltre vent’anni di attività, come è «Fate conto che questo mestiere, se fatto bene, è forse il più bello del mondo» dice Pau, mentre Drigo e Mac gli fanno eco affermando che la buona convivenza del gruppo è motivata dal fatto che ognuno dei componenti ha uguale valore e peso nelle decisioni artistiche.
Poi Pau riprende la parole per buttarla sul provocatorio, non senza ironia: «Ma non ero io il leader?».
Sanno ancora scherzare i Negrita, forti di un successo consolidato, all’indomani di una entusiasmante esibizione all’Alcatraz di Milano, data raddoppiata per le forti richieste del pubblico, così come sono state doppie le date di Cesena e Torino.
A proposito di Torino, il disco è dedicato a Carlo Ubaldo Rossi (scomparso l’11 marzo 2015), a suo tempo loro produttore assieme a Fabrizio Barbacci. «Arrivare a Torino e non trovare Carlo Rossi è stata una sensazione molto amara», dicono in coro. «Rossi era un discografico fuori dal comune, era contagioso, capace di far esprimere al meglio il gruppo. È stato lui a spingerci oltre i confini nazionali infondendoci coraggio e portandoci a registrare un album presso gli studi di Daniel Lanois a New Orleans».
Nel nuovo capitolo discografico spiccano due canzoni inedite, I tempi cambiano e Quelli che non sbagliano mai, dove emerge la volontà di spostare il discorso verso argomenti «È così», confermano, «non perché vogliamo andare controcorrente, piuttosto perché avvertiamo la necessità di esprimere impressioni che riflettono il nostro pensiero riguardo la società in cui viviamo. Insomma, non possiamo fare sempre canzoni d’amore».
Una domanda però viene naturale: come mai a co-firmare il brano I tempi cambiano è stato chiamato Ligabue? «Lo abbiamo invitato perché aveva bisogno di un po’ di pubblicità», scherzano ancora i Negrita. Che poi aggiungono: «Ci conosciamo dal 1993 e per quella canzone, che avevamo scelto come singolo, non riuscivamo a chiudere il ritornello. Il Liga si è messo d’impegno, anche perché il titolo ricordava un celebre brano di Dylan, The Times They Are A Changin’.
Intanto il gruppo prosegue il nuovo club tour 2016 che li vedrà, dopo Milano, arrivare a Firenze (10 marzo), Roma (11), Senigallia (12), Napoli (17), Bari (18), Maglie (19), Perugia (25), Sora (26), Bologna (1 aprile), Pordenone (2), Rovereto (3), Brescia (7), Genoa (8), Asti (9).





































