Victor. La storia segreta del dr Frankenstein. Peccato…

Ennesima variazione da Mary Shelley. Meno creatura, più Igor, troppi effetti

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Victor – La storia segreta del Dottor Frankenstein
di Paul McGuigan
con Daniel Radcliffe, James McAvoy, Jessica Brown Findlay, Andrew Scott, Charles Dance.
Voto 6 +

Harry Potter (Radcliffe) con la gobba assunto dal dottor Frankenstein (McAvoy) con la sindrome della famiglia. La nuova variante del Frankenstein di Mary Shelley secondo McGuigan, regista eclettico e dinamico, è colorata e cupa come una stampa popolare e all’inizio promette qualcosa di originale, almeno dal punto di vista iconografico, si concentra sui traumi del creatore e del suo assistente e sacrifica la Creatura (che era il fulcro poetico e filosofico del tema della scienza che si sostituisce a Dio ma non sa gestire le emergenze…), ridotta al solito effetto speciale.
Poteva anche essere un’idea, ma poi è un peccato: all’inizio abbiamo il dottor Frankenstein che salva da un circo un antesignano dell’Uomo Elefante: un clown medico autodidatta che sa più medicina di lui, ama la trapezista e soprattutto ha una gobba eliminabile in una scena geniale, e lo nomina Igor. Poi sposta la ricerca sul corpo verso il putrescente e alla fine approda alla solita brodaglia zombi-che-scappa-di-mano che serve a riempire il film di effetti fragorosi e a togliere di torno la sceneggiatura più complessa. Più gotico di così si muore. Che rabbia. Era quasi uno steampunk…

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