Il diritto di uccidere. Il fuoco dall’alto

Un drone è pronto. Un innocente è tra i bersagli. Chi ordina il lancio?

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Il diritto di uccidere 
di Gavin Hood
con Aaron Paul, Alan Rickman, Helen Mirren, Iain Glen, Barkhad Abdi.
Voto 7

Identificati due terroristi islamici a Nairobi in un quartiere civile infiltrato di militari, un drone è sulla loro testa: con un missile mirato potrebbero essere colpiti, vengono calcolate le possibilità di successo e le perdite civili, il calcolo è “accettabile” (stanno armando due martiri che andrebbero a fare forse 180 vittime): sono coinvolti i piloti di droni e i loro comandanti in una base americana, una signora colonnello e il suo generale in due posti diversi dell’inghilterra, una commissione politica che deve valutare attentamente i pro e i contro (i due terroristi sono cittadini inglesi e americani passati all’Islam…) e intanto una bambina già in sospetto agli occhi dei fanatici religiosi perché ama giocare con l’hoola hop va a vendere il pane in strada alle spalle del bersaglio. Il tema è: “loro” fanno saltare, se necessario, i “loro”. Noi ce la sentiamo di coinvolgere una loro bambina per evitare una strage? Il tema di base è la cultura che permea tutte le fasi della scelta. Sensazione:  meno responsabilità politica e militare e meno livelli di studio sembrano unirsi a maggiori scrupoli: i sottoposti sembrano avere dubbi, i capi sembrano tarparli stoicamente, i politici sembrano utilizzarli, i terroristi sembrano non averli, i martiri sono indecifrabili. E non è neanche il solito film di propaganda a spanne, non c’è il rischio di non sapere cosa si colpisce, c’è abbastanza elettronica da far volare sulla testa dei terroristi persino false mosche con microtelecamere che riprendono ogni comportamento e garantiscono ogni riconoscimento. Da qui dove si va? Rispetto a quando è stato girato il film la situazione si è ulteriormente incrudelita dopo gli ultimi attentati…

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Marco Bacci
Ex banca, ex Repubblica, ex Fininvest, ex Max, ha scritto 7 romanzi, collabora alla casa editrice 1000eunanotte, scrive su Amica.it, parla di cinema a Piazza Verdi di Rai Radio3

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