Allied. Lo spionaggio postmoderno

Zemeckis riscrive a modo suo il cinema di spionaggio hollywoodiano dei tempi d'oro

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Allied – Un’ombra nascosta
di Robert Zemeckis
con Brad Pitt, Marion Cotillard, Jared Harris, Lizzy Caplan, Daniel Betts
Voto 7 +

Seconda guerra mondiale. Pitt è un agente segreto canadese infiltrato a Casablanca per congiungersi alla resistenza francese: e si congiunge con la Cotillard, intrepida spia che forse nasconde terribili segreti, recita il ruolo di suo marito e insieme eliminano un console nazista, quindi raggiungono l’Inghilterra e si sposano: lui fa carriera nello spionaggio fino a che i grandi burattinai non insinuano l’idea che forse lei non è la famosa spia francese, ma una spia nazista che ne ha preso il posto. Ma lui la ama e lei ama lui. Siamo nel kitsch postmoderno più puro: la Casablanca di Borgart e della Bergman, un nazi strozzato al telefono con un tozzo di pane, sesso in tempeste di sabbia, parto sotto le bombe nella Battaglia d’Inghilterra e una strana euforica sequela di effetti speciali (che comprendono anche una sorta di lifting di Pitt e della Cotillard) mostrano Zemeckis  ancora innamorato dell’illusionismo elettronico usato in A Chistmas Carol, Polar Express e Beowulf: insomma, un cinema elettronico che cita il cinema classico e che, se non può usarne una versione elettronica, trasforma gli attori in versioni virtuali di se stessi per meglio inserirli negli schermi blu. La verosimiglianza storica è l’ultima preoccupazione ma questa elettronica sentimentale ha curiose parentele con la riscrittura della storia fatta da Tarantino con l’ironia della violenza…

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