John Wick – Capitolo 2. Killer, pensionato, arrabbiato

Ecco. L'hanno fatto incazzare ancora...

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John Wick – Capitolo 2
di David Leitch, Chad Stahelski
con Keanu Reeves, Riccardo Scamarcio, Claudia Gerini, Ian McShane, Common, Laurence Fishburne
Voto: videogame

Sapete qual è la differenza tra Jiu-Jitsu e il Ju-Jitsu? No?! Ecco perché John Wick farà di voi polpette. Non conoscete le raffinate varianti di lotta (la prima è la versione brasiliana) che il regista Stahelski (già stunt-man e controfigura di Reeves) gli ha insegnato.  Allora: nel primo John Wick Reeves, killer in pensione per lutto personale, distruggeva un esercito di killer perché gli avevano colpito il cane e la macchina. Rozzo il messaggio ironico (per alcuni era purezza di genere) “mi avete fatto incazzare, ergo vi uccido tutti” e andamento da videogame spara-spara. Questo sequel (meccanismo identico, messaggio: “mi avete tirato dentro di nuovo, non vi risparmierò”, stesso mondo parallelo di alberghi rifugio per il crimine, con moneta e leggi separate, attori italiani e trasferta romana) secondo alcuni ha pervertito la purezza del primo film di pura azione. Non so. Tolte brevi e antiquate parti parlate, potrebbe essere il gigantesco frammento di un videogame muto con rumori, su tutte le varianti dell’arte del “nudo uccidere”: iperbolico, ripetitivo, in cui si usa la pistola come un’arma da taglio in combattimento ravvicinato (e coltelli, matite, dita, eccetera). Tra un morto e l’altro Reeves compra abiti antiproiettile italiani, visita le catacombe, si inimica tutta la camorra dell’universo e torna nel solito albergo/mondo che funzionava da zona franca per i killer e che -sorpresa- d’ora in poi zona franca non sarà più, perché Reeves commette il peccato originale e spacca le regole del Paradiso. Dicono che da tanto successo di cinema  fumetto nascerà… un fumetto. I conti tornano: facendo finta di essere passato alla serie B orientale, Reeves si è fatto confezionare l’ennesimo film sul Paradiso Perduto. Il Matrix dei killer muti. L’obiettivo finale potrebbe essere un’installazione da Biennale con l’ologramma di Reeves che spara al pubblico.

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