La nostra recensione del cofanetto celebrativo di “The Joshua Tree” degli U2

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U2 The Joshua Tree

The Joshua Tree (edizione speciale)
di U2
Universal Music
Voto: 8

Il 9 marzo 1987 gli U2 pubblicavano il quinto album da studio, il capolavoro The Joshua Tree. Prodotto da Brian Eno e Daniel Lanois, fu il primo disco che fece parlare della band irlandese come della “più grande band del pianeta” portandoli sulla copertina del Time, riempiendo gli stadi (e le arene) di Europa e Nord America con un tour folgorante iniziato a Tempe (Arizona) il 2 aprile 1987 – e terminato il 20 dicembre 1987 sempre a Tempe.

Fu il primo disco degli U2 a raggiungere la posizione numero uno nelle classifiche americane (raggiunse la vetta anche in quelle del Regno Unito, come War e The Unforgettable Fire). Grazie a The Joshua Tree la band irlandese vinse il suo primo Grammy nella sezione “Album of the Year”, e tuttora risulta il disco più venduto nella storia degli U2, e tra i più venduti di sempre nel mondo.

Da questo album sono stati estratti cinque singoli (contenenti alcune delle b-side più belle della discografia degli U2): With or Without You, I Still Haven’t Found What I’m Looking For, Where The Streets Have No Name, In God’s CountryOne Tree Hill ; i primi due singoli raggiunsero la prima posizione nella classifica Hot 100 di Billboard; il video di With or Without You è il video con più visualizzazioni degli U2, mentre quello di Where The Streets Have No Name è forse uno dei video più famosi nella storia della musica pop/rock.

Basterebbero forse questi dati per consacrare The Joshua Tree nell’Olimpo della storia degli U2 (e della musica), ma sarebbe riduttivo per questo album: le canzoni, i testi, le immagini, le tematiche, le origini di The Joshua Tree sono oggettivamente grandiose, quanto (e più) lo sono i numeri (vi invitiamo a leggere questo nostro articolo scritto in occasione della ricorrenza dei 30 anni di The Joshua Tree, per una analisi più approfondita della genesi del disco e di tutte le tematiche dell’album canzone per canzone).
A conferma della grandezza di The Joshua Tree, gli U2 hanno deciso di celebrare il trentennale con un tour, partito da Vancouver il 12 maggio (che toccherà l’Italia il 15 e 16 luglio a Roma). La particolarità dei concerti è che la band sta eseguendo tutta la tracklist dell’album in sequenza: le recensioni dei media e le impressioni dei fan sono a dir poco trionfali. Molti brani non venivano eseguiti da trent’anni (Red Hill Mining Town non era mai stata eseguita live); gli U2 hanno avuto la capacità di riarrangiare molte canzoni, facendole suonare dal vivo ancora fresche e potenti. Pensiamo ad Exit, dedicata a Trump.
Già, Donald Trump, l’attuale Presidente degli Stati Uniti: probabilmente se non fosse stato eletto nel 2016, gli U2 non starebbero ora celebrando il loro capolavoro americano. Per la band irlandese l’elezione di Trump è stato un colpo al cuore. Bono e gli U2 hanno rivisto forti similitudini tra la politica di Reagan e quella di Trump, e allora ecco che The Joshua Tree – il viaggio del pellegrino nel deserto americano – oggi ha un “nuovo” sapore di attualità. Muri che vengono alzati, l’idea di America, nazione da sempre accogliente (anche e soprattutto con il popolo irlandese) che si chiude come un riccio.

Ma gli U2, lo sappiamo, amano fare le cose in grande: non solo un tour celebrativo, ma addirittura un super cofanetto celebrativo per i trent’anni di The Joshua Tree (uscito il 2 giugno). La prima grande sorpresa? Quello che doveva essere il primo (o il secondo) singolo nel 1987 oggi è diventato un vero singolo, la bellissima Red Hill Mining Town, reincisa utilizzando parte della versione originale di allora con l’aggiunta dei fiati, e un nuovo cantato di Bono (voluto fortemente da lui stesso), in alcune parti.

Le altre sorprese? Nuove versioni remix di One Tree Hill, Bullet The Blue Sky, Running To Stand Still, With or Without You, Where The Streets Have No Name e una alternative mix di I Still Haven’t Found What I’m Looking For.
One Tree Hill (St. Francis Hotel Remix) accentua la componente gospel che, nel brano originale, traspare sul finale. La prima strofa presenta la nuova traccia vocale di Bono mentre, nel resto della canzone, è stato utilizzato il take del 1987. L’arrangiamento è molto ambient – con l’uso massiccio dei synth e dell’elettronica – rendendo l’atmosfera solenne.
Bullet The Blue Sky (Jacknife Lee Remix) è il remix più “estremo” dei sei contenuti nel disco: la ritmica ossessiva trasforma il brano in una cavalcata elettronica molto cupa, annullando – quasi del tutto – l’influenza americana del pezzo. La traccia sembra sia stata strappata dal contesto a stelle e strisce e traslata nell’Europa degli anni ’90 (complice il finale alla Daft Punk). Il take vocale è ancora una volta quello del 1987.
Running To Stand Still (Daniel Lanois Remix) affonda nelle atmosfere soft/ambient tipiche di Lanois, con un uso sapiente del reverse delay e delle chitarre fluttuanti. Il risultato è un brano eccentrico, dalle sonorità liquide che – in accoppiata alla tematica della canzone – accentua la sensazione del trip allucinogeno e la perdita di contatto con la realtà.
Red Hill Mining Town (Steve Lillywhite 2017 mix) è stata rilasciata come singolo lo scorso aprile. Il nuovo take vocale di Bono riguarda solamente le strofe mentre, nel ritornello, è stato utilizzato quello del 1987 e nel finale un take alternativo sempre dell’epoca. Il nuovo remix di Steve Lilliwhite ha recuperato le parti orchestrali della brass band che, nel progetto originale, dovevano figurare nel brano contenuto su The Joshua Tree.
With Or Without You (Daniel Lanois Remix) ricalca il precedente mix di Lanois: anche qui abbiamo un’atmosfera onirica e impalpabile, che rende la canzone ancor più drammatica rispetto all’originale. Il take vocale è quello del 1987 mentre l’arrangiamento è stato “spogliato” dalla chitarra di The Edge, a favore dei synth e delle chitarre cariche di reverse delay.
Where The Streets Have No Name (Flood Remix) è una sorta di manifesto ambient di quello che fu The Joshua Tree. Inizia con la parte finale di Where The Streets Have No Name per poi raggomitolarsi in un involucro ovattato di synth mentre fanno capolino – come fantasmi – Bullet The Blue Sky, la base ritmica di Mothers Of The Disappeared e With Or Without You. La parte vocale utilizzata è un take alternativo del 1986 infatti, nel ritornello, il testo cambia e anche nel finale assistiamo ad una variazione melodica. Un esperimento davvero interessante, una cavalcata rallentata dentro il capolavoro del 1987.
A concludere, il live – incompleto – dal Madison Square Garden del 28 settembre 1987, uno dei concerti più belli dell’intero tour, grazie anche alla presenza del coro gospel New Voices of Freedom per la traccia n.2 di The Joshua Tree. Inoltre, ci sono tutte le b-sides contenute nei singoli di The Joshua Tree insieme agli inediti che vennero pubblicati per il ventennale del 2007.
Completa il tutto un libro di 84 pagine di fotografie inedite scattate da The Edge e mai pubblicate.

Se proprio vogliamo fare una piccola critica agli U2 crediamo che il contenuto del cofanetto celebrativo potesse offrire qualcosa di più per giustificare la spesa – magari il blu ray di un concerto mai rilasciato. Avremmo preferito qualche inedito vero (come fu nel 2007), o una registrazione live meno conosciuta, ad esempio una di quelle della terza leg del tour del 1987 filmate da Phil Joanou per il film di Rattle and Hum. Ma considerato il valore di The Joshua Tree, e l’eredità che ci ha lasciato saremo ben felici di aggiungere il cofanetto celebrativo alla nostra collezione di dischi.

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