VENEZIA 74. La villa. Dove tutto si incontra

Sulla costa accanto a Marsiglia dove s'incontrano passato, presente e futuro

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La villa di Robert Guédiguian in Concorso a Venezia 74 racconta di tre fratelli al capezzale del padre che ha avuto un ictus. Strano padre: patriarca ora muto e ristoratore visionario, rivoluzionario, che aveva “scoperto” un angolo di costa vicino all’amata Marsiglia del regista e vi aveva cresciuto una trattoria di “cibo buono per chi ha pochi soldi”, un’utopia. I fratelli che tornano hanno alle spalle dolori e addirittura tragedie, una è un’attrice che non riesce a perdonare il patriarca, l’altro si è trasformato in badante del padre e della natura circostante, il terzo è un intellettuale sarcastico dagli amori giovani che gioca a fare il cinico. Accanto a loro, due anziani custodi che scelgono una morte da stoici invece della sopravvivenza in un mondo che non capiscono più e, ovviamente, portata dalla cronaca, ma con grazia non sospetta, l’eco dei migranti e la paura del terrorismo semplificati in piccoli profughi sopravvissuti a un naufragio e in soldati nervosi che pattugliano la costa attorno alla villa. La villa, che è anche un esperimento architettonico non comune, catalizza il passato, il presente e il futuro. I tre fratelli sono tre attori della tribù di Guédiguian, così affiatati da sempre che invece di usare effetti speciali o altri attori per un flashback, Guédiguian si è limitato a recuperare un po’ di pellicola di un suo vecchio film, ed eccoli lì, uscire dal passato remoto già pronti a questo film. Emozionante con delicatezza.

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