VENEZIA 74. Lean on Pete. Non siamo a cavallo

Romanzo di formazione con parziale identificazione tra umano triste e triste equino

0

Lean on Pete di Andrew Haigh in concorso Venezia 74 è uno sguardo sull’America depressa dei nostri giorni. Un ragazzo la cui madre s’è data alla fuga e il cui padre è un ancor giovane perdente senza un destino, frequenta un ippodromo minore e si identifica con Lean on Pete, quarterly horse, cioè cavallo da corsa da quarto di miglio che sfruttato più del dovuto (tendini usurati) sta per essere venduto ai messicani (e quindi al macello). Il ragazzo fugge col cavallo, il cavallo muore, il ragazzo reggiunge fortunosamente una zia che ha tutti i rimorsi che dovrebbe avere la madre. Arriva alla meta orfano di padre e duramente provato dal mondo degli homeless e da un concentrato di tristezze dell’esistenza contemporanea. Riconosci nell’andamento colto e volutamente dimesso i mezzi toni del regista di 45 anni e Weekend, raffinato e amaro con sorprese. E questo spiegherebbe la presenza simbolica del cavallo, che di solito è un hit del cinema per famiglie. Il tutto deriva dal romanzo La ballata di Charlie Thompson di Willy Vlautin.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome