Bruno Ganz, l’ importanza dei dettagli

Dal 5 al 30 settembre omaggio del MIC – Museo Interattivo del Cinema Fondazione Cineteca Italiana Milano a uno dei grandi interpreti del Nuovo cinema tedesco, la Nouvelle Vague della Germania

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La sua recitazione è poco appariscente, quasi sottotono eppure Bruno Ganz, nato a Zurigo nel 1941, è un attore teatrale e cinematografico tra i più amati in Austria, Germania, Svizzera e anche in Italia dove è stato diretto da Giuseppe Bertolucci nel ’79 in Oggetti smarriti e soprattutto da Silvio Soldini in Pane e tulipani.  Nei primi anni sessanta in Svizzera ha inizio la sua prestigiosa carriera con la partecipazione ad alcuni film in parti secondarie, ma è la Germania che gli permette di esprimere il suo talento sui palcoscenici dei più importanti teatri del paese. Nel cinema si mette in luce nel 1976 con La marchesa Von… di Eric Rohmer (in cartellone l’11 settembre ore 15) nei panni di un Conte russo che salva la Marchesa von O. figlia del comandante di una fortezza assediata dalle truppe russe nel 1799 in una città non precisata dell’Italia del nord e poi in L’amico americano di Wenders nel 1977 (il 7 e il 30) nel ruolo di Jonathan Zimmermann, un corniciaio di Amburgo coinvolto da un misterioso americano in una vicenda pericolosa. Grazie alla recitazione quasi nervosa e studiata nei minimi particolari l’attore oltre a diventare un volto tra i più significativi della nuova corrente cinematografica tedesca degli anni  Settanta, diventa molto richiesto dai registi di tutto il mondo. Nel ’87 Wenders lo chiama di nuovo per il mitico Il cielo sopra Berlino (il 19 e il 28), dove è l’angelo Damiel che vola con il “collega” Cassiel sopra la capitale tedesca ascoltando i pensieri lieti o tristi delle persone. Nel 1999 è il nostro Silvio Soldini a sceglierlo per la parte di Fernando, un cameriere islandese di un piccolo ristorante veneziano dall’italiano forbito e colto in Pane e tulipani (il 10 alle 17).  Dopo aver affrontato la grande prova di La caduta del 2004 diretto da Oliver  Hirschbiegel (il 9 e i 21), gli ultimi giorni di Hitler nell’aprile 1945 e Un’altra giovinezza di Francis Ford Coppola del 2007 (l’8 alle 17), eccolo nel 2010 agli ordini di Jo Baier in La fine è il mio inizio (il 6 e il 20), commovente vicenda del giornalista Terziano Terzani ormai vicino alla morte e di suo figlio Folco che gli sarà di conforto. Nel 2012 è nuovamente in Svizzera sul set di Treno di notte per Lisbona (il 14) diretto da Bille August per interpretare un professore di latino di un liceo di Berna alle prese con un evento che cambierà la sua vita. Nel 2014 Ganz è in Norvegia per il film In ordine di sparizione (il 5 in apertura della rassegna e il 27) di Hans Petter Moland nei panni di Nils Dickmann, uno spazzaneve di un tranquillo paese norvegese sconvolto dalla scomparsa del figlio Ingmar. Nel 2015 per l’attore è prima il solitario nonno montanaro che dovrà prendersi cura della nipote rimasta orfana in Heidi (il 10) di Alain Gsponer e poi il novantenne ebreo Zev alla caccia di Rudy, il nazista responsabile dell’uccisione della sua famiglia nascostosi in America da settant’anni in Remember (il 6 ore 17) di Atom Egoyan.   

 

 

 

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Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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