Ligabue a Rimini. “Son ripartito, eccomi qua”

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Ligabue a Rimini
Foto di Jarno Iotti

Quando sei obbligato a lasciare ciò che ani di più (seppur temporaneamente) non è qualcosa di psicologicamente facile. Luciano Ligabue ha finalmente riabbracciato il suo pubblico a Rimini per ricominciare da dove aveva interrotto lo scorso mese di marzo il suo Made in Italy tour, e da spettatore non c’è nulla di più gratificante che vedere un artista così felice di tornare al suo posto naturale, il palco.
Luciano non si risparmia e sale in scena con una grinta e un’emozione fuori dal comune. Dopo aver regalato al pubblico una sorta di trailer del suo terzo film, Made in Italy, appena finito di girare e nelle sale il prossimo anno, parte subito diretto e senza fronzoli con La vita facile, brano di apertura del disco. Tutto fila liscio e lo spettacolo è coinvolgente esattamente come lo era lo scorso inverno, anzi probabilmente ancora di più.
Non si può non notare non solo la voglia estrema da parte di Luciano di ritornare al suo posto, in mezzo al suo pubblico, ma vediamo anche un’alchimia nuova all’interno del gruppo, voglioso quanto Luciano di ritornare in pista. Sorridono, giocano fra loro, divertono e si divertono per più di due ore offrendo uno spettacolo non solo ben rodato ma rafforzato da arrangiamenti ancora più decisi  (soprattutto per le nuove canzoni) e dalle immagini del film che facevano capolino lungo tutti i brani di Made in Italy. A tal proposito, menzione a parte per Stefano Accorsi vestito da pseudo torero che balla davanti a un’enorme mortadella sulle note di Mi chiamano tutti Riko, esilarante e surreale.
Non si lascia andare a discorsi che potrebbero risultare quasi stucchevoli, Luciano, ma decide di andare al sodo con uno show che concentra la sua forza nel suo carisma e nel racconto che ne esce attraverso le canzoni. Sorride, si avvicina spesso al pubblico attraverso la pedana centrale, e oltre al momento acustico tanto amato sulle note di Non è tempo per noi e Lambrusco e pop corn, regala un paio di momenti assolutamente da incorniciare: una ritrovata e conosciutissima Ho messo via A modo tuo, canzone dedicata a sua figlia Linda regalata ad Elisa e di cui si è riappropriato attraverso una versione più sanguigna e “virile”, senza cancellare tutta la dolcezza del brano.
In alcuni momenti, a vedere Luciano così emozionato, con gli occhi lucidi ma che non molla e si lascia andare sempre più, si ha la netta sensazione non solo di essere nel posto giusto ancora una volta, ma di avere davanti qualcuno che semplicemente ti sta dicendo «Son ripartito, eccomi qua». Parole che questa sera assumono tutto un altro sapore, quello della vittoria e della riconquista. Se fosse necessario ancora dirlo dopo tutti questi anni di carriera, Luciano è un artista che tiene il palco come pochi e che ha creato attorno a sé un team di lavoro ineccepibile, che lo accompagna fedelmente dallo studio al palcoscenico.
Se quello di questo inverno era già uno spettacolo ben studiato, con i brani nuovissimi intrecciati alla storia nota di Luciano, questa sera abbiamo visto in scena una teatralità essenziale che mette insieme musica e cinema come un connubio indissolubile per lo stesso racconto, la storia di Riko, che sarebbe potuta essere quella di Luciano «Se non avessi avuto la fortuna di fare il cantautore». In tutto questo, come era prevedibile, il suo pubblico gli riservato un’accoglienza da Re, in un 105 Stadium gremito ed entusiasta.
Quando si va a un concerto, qualunque esso sia, dovremmo sentirci tutti esattamente come il ritornello di una sua nota canzone: «Leggero, nel vestito migliore, nella testa un po’ di sole ed in bocca una canzone».
E credo proprio che lo scopo, in quel di Rimini, sia stato ampiamente raggiunto.
Clicca qui per leggere la scaletta del concerto. 

Ligabue a Rimini
Foto di Andrea Giovannetti

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