VENEZIA 74. Jim & Andy: the Great Beyond. La metamorfosi

Quando Jim Carrey diventò Andy Kaufman dietro le quinte di Man on the Moon di Forman

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Chris Smith, regista di Jim & Andy: the Great Beyond – the story of Jim Carrey & Andy Kaufman with a very special, contractually obligated mention of Tony Clift, fuori concorso a Venezia 74, azzecca fin dalla prima scena il tono con cui Carrey si presta a ricordare come, quando girò Man on the Moon per Milos Forman, annullò se stesso (ai limiti della perdita reale di sè…) per diventare l’enterteiner Andy Kaufman e sopratutto il suo alter ego,  Tony Clift, con cui Kaufman cancellava se stesso. C’è quindi la pacata rievocazione di una vera follia: Carrey che cancellava se stesso per diventare Kaufman che cancellava se stesso per diventare Clift. Calcolando che anche l’autore di Kaufman, Zmuda, ogni tanto, giocava di complicità per diventare Clift, e calcolando che sia Kaufman che Clift che Zmuda che Carrey erano capaci di farsi male per ottenere quello che volevano dalla recitazione, ecco spiegato il retrogusto di follia che sembrava accompagnare non tanto la storia quanto il vero e proprio film di Forman. Si parla del lontano 1999, e assistere alle trasformazioni, ai giochi di specchi, ai rinvii, ai rimpalli e alla capacità mimetica di faccia di gomma Carrey, che era ufficialmente diventato il più famoso attore di film per deficienti”, ci si rende conto che il docu di Chris Smith è una specie di discesa agli inferi della psiche mascherata da rievocazione. Per chi studiaa la psiche degli attori imperdibile. Per tutti gli altri, pure.

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