Silvio Soldini – Il ritorno

Dall'8  settembre al 1° ottobre presso il MIC personale del regista milanese mentre esce Il colore nascosto delle cose

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Milanese di nascita (1° agosto ’58) da famiglia di origini elvetiche, Silvio Soldini, autore colto e raffinato, ha diretto nella sua carriera dodici lungometraggi (l’ultimo Il colore nascosto delle cose), quindici documentari e sei cortometraggi. Dal  1979 al 1981 frequenta un corso alla prestigiosa New York University, esperienza che gli permette di debuttare nel cortometraggio con Drimage (in cartellone il 23 settembre) tratto da una sua sceneggiatura, realizzato con l’ausilio di altri tre studenti e con il materiale fornito dall’Università. Della durata di venti minuti il film si è aggiudicato nel 1982 il premio messo in palio dalla Gaumont per la rassegna milanese “Film-maker” promossa dalla Provincia. Rientrato a Milano nel 1982 insieme a un gruppo di collaboratori e amici fonda la Bilicofilm, una società che produce opere a basso costo e realizza il mediometraggio Paesaggio con figure, (il 26) tratto da un suo soggetto scritto insieme con l’attore protagonista Anni Amati, l’operatore Luca Bigazzi e Carlo Bella con un budget di soli quindici milioni di lire. Girato in tre week end e di notte non senza difficoltà tecniche (il trenta per cento del materiale è stato rovinato in sede di sviluppo e si è dovuto rigirarlo), il film ci mostra una Milano notturna e alle prime luci dell’alba, un autolavaggio, una donna che trova nel suo letto un uomo con cui ha avuto una storia, la metropolitana in funzione con il sorgere del sole.  Nel 1985 Soldini firma il pregevole Giulia in ottobre (il 14) della durata di cinquantotto minuti ancora ambientato nella metropoli lombarda desolata e triste. Il documentario Voci celate del ’86, uno sguardo coraggioso su di un day hospital psichiatrico, anticipa il primo lungometraggio L’ aria serena dell’ovest girato nel 1989 (l’8 e il 26) prodotto dalla Monotagari che ha sostituito la Bilicofilm. Le pellicole Un’ anima divisa in due, 1993 (il 28), Le acrobate, 1997 (il 23) e Pane e tulipani, 2000 (il 10), grandissimo successo di pubblico, lo confermano tra i registi più interessanti della sua generazione. La rassegna del MIC quasi completa propone anche Brucio nel vento (il 9 e il 29), Cosa voglio di più (il 10), Agata e la tempesta (il 13), Giorni e nuvole (il 22) Il comandante e la cicogna (il 24 settembre e l’1 ottobre) non dimenticando i cortometraggi Femmine, folli e polvere d’archivio e Rom Tour, (il 12), Fate in blu diesis (il 14), Il fiume ha sempre ragione (il 29), Quattro giorni con Vivian e Un albero indiano (il 30) e il documentario Per altri occhi (il 15), dedicato alle persone non vedenti.

Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente collabora a Diari di Cineclub, Grey Panthers, il Migliorista, Riquadro.com, pagina facebook Sncci Lombardia. Ha pubblicato nel 2021 per Aiep Editore “L’altra metà del pianeta cinema-100 donne sul grande schermo”, nel 2022 per Haze Auditorium Edizioni “Cinemiracolo a Milano. Cineclub, cinema d’essai e circoli del cinema dalla Liberazione a oggi” e nel 2026 per Algra Editore “Le grandi dinastie cinematografiche – Il cinema di padre in figlio”.

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