Gatta Cenerentola. Steampunk napoletano

Cenerentola, da Lo cunto de li cunti, a una Napoli futuribile e nera

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Gatta Cenerentola
di Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone
Voto 6+

Gatta Cenerentola è una rivisitazione in animazione a otto mani dell’omonima fiaba di Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile: la storia di Zezolla che, una volta che il padre vedovo si fu risposato, venne ridotta dalla matrigna e dalle sorellastre a serva del focolare, fu ribattezzata Gatta Cenerentola, per la magia di una fata andò alla festa del re e lì perse la pianella (scarpetta) per cui fece un matrimonio regale. In questa Gatta Cenerentola la protagonista si chiama Mia e la sua storia è ambientata in una Napoli futura tecno-pumblea, anzi, steampunk, su una nave (Megaride) ferma in porto. Su quella nave, il padre di Mia, scienziato visionario che aveva inventato una macchina di memoria collettiva a base di ologrammi (che ancora appaiono come fantasmi), mentre stava per risposarsi con una infida signora con tante figlie molto maligne e un femminiello, era stato ucciso dall’amante camorrista della futura sposa, O Re, che si preparava alla dominazione di Napoli sintetizzando la cocaina in scarpette simili al cristallo. L’esito della storia è legato a un’ex guardia del corpo, Primo Gemito, divenuta infiltrato della polizia (a sua volta corrotta e infiltrata dai camorristi). Il gran finale esplosivo sta nella resa dei conti tra il camorra-movie nostrano e i modelli action orientali.

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