Claudio Baglioni torna a Lampedusa (intanto c’è chi scandaglia i suoi guadagni)

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Sanremo
Foto di Alessandro Dobici

Domani Claudio Baglioni tornerà a Lampedusa per celebrare la Giornata della Memoria e dell’Accoglienza, nata per commemorare le tragedie delle migrazioni di ogni tempo e ricordare il naufragio del 3 ottobre 2013, quando al largo delle coste di Lampedusa persero la vita 368 persone. Una tragedia tra le più gravi catastrofi marittime nel Mediterraneo dall’inizio del XXI secolo.

Quest’anno le commemorazioni avranno inizio alla mattina e proseguiranno nel corso della giornata. A conclusione delle manifestazioni ci sarà il concerto solenne Noi qui, durante il quale sarà proposto uno speciale repertorio composto da brani del cantautore e da pezzi scelti tra le musiche di autori internazionali, eseguiti con l’eccezionale complesso dei 103 musicisti della Banda musicale della Polizia di Stato diretta dal Maestro Maurizio Billi, i 40 elementi del coro Giuseppe Verdi di Roma, condotto da Elena Masini con la direzione artistica di Marco Tartaglia e la partecipazione straordinaria di Paola Saluzzi.
Lo speciale rapporto tra Claudio Baglioni e le isole Pelagie si è consolidato nel 2003, quando Baglioni ha deciso di creare un festival di musica e arti popolari, O’SCIA’ (Odori, Suoni, Colori d’Isole d’Altomare, ma anche una parola in dialetto locale lampedusano che significa letteralmente “fiato mio”), per sensibilizzare la classe dirigente e l’opinione pubblica sul tema dell’immigrazione irregolare che da anni affligge l’isola siciliana e l’Italia intera.

La manifestazione, nata come un concerto improvvisato del cantautore sulla spiaggia della Guitgia e divenuta poi un appuntamento fisso fino al 2012, ha visto il susseguirsi, nel corso dei suoi 10 anni di vita, di oltre trecento artisti che, a titolo gratuito, hanno portato la loro testimonianza e la loro sensibilità al servizio della legalità e dell’integrazione, quali strumenti necessari e vitali in una società civile tanto quanto le regole di diritto che la governano.

Intanto proprio oggi su L’Economia, supplemento del lunedì del Corriere della Sera, è stata pubblicata un’intera pagina per scandagliare i guadagni del musicista romano. Si viene così a sapere che per i diritti d’autore nel 2016 ha incassato dalla SIAE 720mila euro (507 nel primo semestre e 213 nel secondo). Baglioni gestisce i suoi affari attraverso la holding “Cosa Edizioni Musicali Srl” (CEM), che recentemente ha ceduto i diritti su una parte delle canzoni di sua composizione (non i grandi classici della prima parte della sua carriera) alla Curci di Milano. Questo spiegherebbe la liquidità di 2,8 milioni di euro presenti nelle casse della società.

Baglioni, che dal 1970 ha pubblicato 15 album contenenti inediti e 10 live (più numerose raccolte), ha firmato circa 360 canzoni e quattro opere musicali, e complessivamente avrebbe venduto (in questo caso il condizionale è obbligatorio, non esistendo dati ufficiali) circa 55 milioni di dischi.

L’articolo parla anche dell’annosa causa che oppone la CEM alla FIGC, causa, scrive Mario Gerevini, che «è tornata in Corte d’Appello dopo il punto a favore di CEM in Cassazione. Alla federazione calcio viene contestato l’utilizzo illegittimo “in abbinamento a sponsor di ogni tipo” del brano Da me a te, inno della Nazionale».

Ai guadagni legati ai diritti d’autore, ovviamente, andrebbero aggiunti quelli relativi alle vendite dei dischi e all’attività live a Tv. Però in questo caso l’articolo non specifica a quanto ammontano. Né ancora sono stati rivelati i dettagli dell’accordo firmato da Claudio Baglioni per la direzione artistica e la conduzione del prossimo Festival di Sanremo. L’ipotesi più attendibile è che possa essere di circa il 10% in meno rispetto al cachet percepito nel 2016 da Carlo Conti, stimato in 650mila euro.

Redazione
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