Avrebbe dovuto essere la data zero del tour. Ieri sera, dopo ben due rinvii, anche i fan veneti di Ligabue sono stati accontentati, con il concerto a Jesolo, in un Pala Arrex gremito. Certo, reduci da Campovolo e dal mega evento di Monza, ha fatto una certa impressione trovarsi di fronte a un palco così piccolo. Niente maxi schermi, solo luci, e uno spazio estremamente ridotto, tanto da dare l’impressione di poterlo toccare, Luciano, semplicemente allungando un dito. Quella dimensione raccolta, intima che solo i palasport possono regalare, e di cui probabilmente Ligabue aveva bisogno. Due ore di concerto che hanno avuto avvio poco dopo le 21. Un’attesa durata mesi che il Liga ha omaggiato con un concerto ad alto tasso di rock’n’roll, come a dire che anche in un’atmosfera del genere le radici son sempre quelle. Il consueto inizio col trittico tratto da Made in Italy (La vita facile, Mi chiamano tutti Riko, È venerdì non mi rompete i coglioni), per poi arrivare ai pezzi che hanno portato Luciano su uno dei gradini più alti del podio r’n’r italiano. Una scaletta piuttosto “normale”, con i pezzi del recente album alternati ai classici, e in grado di mettere d’accordo tutti: tanto i fan “duri e puri”, quanto gli “occasionali” con la voglia di trascorrere una serata di musica in compagnia. Una sorpresa: la presenza fissa di A modo tuo, pezzo scritto da Luciano e portato al successo da Elisa.
Nel complesso, il mix perfetto per uno show godibile. Chiariamo: non abbiamo assistito al “concerto della vita”, anche perché, dopo gli eventi di cui sopra (soprattutto Campovolo) eguagliare una tale potenza non è certo facile. Abbiamo assistito a un gran bel concerto di uno degli artisti italiani più amati. E tutto quello che ne consegue: leggi alla voce “iper professionalità“… A cui potrete rispondere “E vorrei ben vedere”. E voi vedetene pure, che noi continuiamo ad apprezzarla. Ad apprezzare la band in primis (continuiamo a salutare con gioia il ritorno di Max Cottafavi. Ancora e ancora). E poi tutto il resto. La serata è bella, le canzoni sono quelle ascoltate per tutta una vita e, soprattutto, il divertimento è tanto. E probabilmente è su questo che punta il Liga. Sul regalare una serata di intimità, musica e, allo stesso tempo, voglia di stare insieme ai suoi fan. Forse più agli “occasionali” che agli altri, non lasciando fuori praticamente neanche uno dei suoi successi più celebri.
Per le chicche c’erano Campovolo e Monza. Ora il Liga torna alla normalità, lo fa con un numero esorbitante di live (che lui lontano dal palco proprio non ci sa stare). Lo fa alla maniera delle origini: in maniera semplice. Solo rock’n’roll, contatto e niente effetti speciali. Mettendosi lì, a disposizione del suo pubblico. Instaurando un rapporto con il suo pubblico, cantando insieme a lui, godendoselo. Promosso, Liga!





































