Il contagio. Si sapeva già tutto…

Come affonda l'Italia a partire da Roma, con echi pasoliniani, dal romanzo di Walter Siti

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Il contagio
di Matteo Botrugno, Daniele Coluccini
con Vinicio Marchioni, Anna Foglietta, Maurizio Tesei, Giulia Bevilacqua, Vincenzo Salemme
Voto 6

È passato alle Giornate degli autori a Venezia 74. Racconta una Roma che fin dall’uscita del romanzo omonimo di Walter Siti (2008) era possibile pronosticare, dalle predizioni pasoliniane sulla distruzione della cultura popolare della borgata a Mafia Capitale. Gli autori (che hanno tradotto in film sia il romanzo di Siti che il lavoro teatrale che ne era stato tratto da Nuccio Siano) invitano a guardare l’opera come un quadro. Il quadro comprende case popolari affittate in maniera furba, coppie sfiancate in cui lui si palestra e si prostituisce e lei intristisce, coppie in cui il figlio di mamma fa rapine sceme, coppie in cui lui è usato da lei come stallone e poi denunciato, coppie in cui lui manager lavora per un malavitoso che sfrutta tutte le possibilità illegali dell’aiuto ai bisognosi e tiene per le palle il politico di turno. Un po’ Gomorra o Suburra ma con afflato lirico e sguardo sulla grazia. Diciamo che c’è tutto, che il primo tempo sembra più sociologico e di mercato e il secondo quasi psichedelico (con sequenza monstre sulle percezioni auditive della cocaina). Che poi ogni morte omosessuale sia un San Sebastiano pittorico, mica sempre va così… Discontinuo.

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