La battaglia dei sessi
di Jonathan Dayton, Valerie Faris
con Emma Stone, Steve Carell, Andrea Riseborough, Sarah Silverman, Martha MacIsaac
Voto 6/ 7
Lei era Billie Jean King, campionessa di tennis scocciata che le donne venissero pagate meno dei maschi a parità di biglietti venduti (con la scusa che le donne non sono “programmate” muscolarmente per attirare più pubblico dei maschi). Lui era Bobby Riggs, ex campione di tennis, pagliaccio, furbacchione mediatico, malato di scommesse e notevolmente pompato di “vitamine”. Lui si inventò la partita di tennis uomo-contro- donna (anzi, “tennista contro femminista”) per fare soldi, risalire la china e continuare il suo perenne carnevale mediatico, lei la vinse perché le donne vincessero la loro battaglia ma anche per risolvere la sua personale battaglia in amore: pur “felicemente sposata”, aveva capito che al marito preferiva un’altra donna. E l’America del 1973 non era tenera con queste storie. La storia è vera e pure educativa, che sia avvenuta così non importante, è un film di sottile ironia degli stessi registi di Little Miss Sunshine e riesce a mettere in commedia sportiva quelli che ora sembrano stereotipi primitivi (l’uomo che apprezza le donne solo a letto e in cucina, la femminista forte in campo come un uomo perché è lesbica): eppure sono luoghi comuni dell’altro ieri e per niente estinti. Il match è gradevole forse perché i protagonisti riescono a sembrare così iperreali da diventare surreali.







































