Levante. Meglio come cantante (e come autrice) che come giudice

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Levante

La canzone stava circolando già da un po’, e il fatto che qualche mente bella l’avesse censurata in radio aveva anche fatto scaturire una polemicuccia. Ora è stato pubblicato pure il video di Gesù Cristo sono io di Levante. Ed è l’occasione per riflettere sulle scelte artistiche che la cantante siculo-torinese ha fatto negli ultimi mesi. A mio avviso dovrebbe concentrarsi sulla sua attività di cantante (e di autrice) e lasciar perdere i talent. Che magari le regaleranno popolarità (e un po’ di quattrini), ma le tolgono credibilità. Che Levante fino a questo momento sia stata un pessimo giudice a X Factor non sono il primo né sarò l’ultimo a dirlo. Ancora non ha lo spessore per vestire quei panni (e comunque che nei talent prevalga il lato gossipparo sui contenuti è un dato di fatto).
Invece come autrice e come cantante è decisamente meglio, e anche Gesù Cristo sono io è un pezzo che lascia il segno, se non altro per il messaggio che trasmette.
«In questa canzone racconto un microcosmo (il rapporto tra due amanti… che si trasformano in vittima e carnefice) che in verità è solo il riflesso di un macrocosmo che usa ancora, in questi tempi sempre meno moderni, trattare la donna come un essere inferiore. Gesù Cristo sono io è il percorso di una donna che, attraversando una strada buia, si ritrova nei panni di un Cristo… e risorge».
Poi Aggiunge: «Gesù Cristo sono io è un brano che ho scritto nel 2016, ispirata dai fatti di cronaca di cui negli ultimi tempi si parla ancor più spesso e che riguardano donne che subiscono soprusi, all’interno di una coppia, ma anche dalla stessa società, che ancora vive la donna come un essere fragile, da guidare nell’identità e nelle scelte, spesso da sminuire».
Il video, diretto dal collettivo Zero, è girato con una tecnica particolare in cui i piani sequenza si ripetono in loop giocando con gli stereotipi di genere che spesso subiscono le donne.
Per sua fortuna, l’esperienza a X Factor tra qualche settimana sarà finita. Spero che non ci ricaschi (del resto lì pagano bene, e si sa che i soldi tirano altri soldi: vedi la campagna pubblicitaria per uno smartphone) e che si concentri sulla musica. La sua carriera peraltro deve ancora decollare in modo definitivo. La prova del fuoco sarà rivederla dal vivo. E questo succederà presto: a febbraio farà il Caos in Europa tour 2018, con concerti al Razzmatazz di Barcellona (8 febbraio), per proseguire il 9 Al Cafè Berlin di Madrid, il 10 al O Paraiso di Lisbona, il 12 al Sugar Factory ad Amsterdam, il 13 al Garage di Londra, il 14 al Petit Bain di Parigi.
Dal 24 febbraio Levante torna in Italia, portando in 14 teatri il Caos in teatro tour 2018. Il debutto è previsto dal Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto il 24 febbraio; sarà poi la volta di Firenze il 26 al Teatro Verdi, il 27 e 28 a Bologna al Teatro Celebrazioni. Il 3 marzo toccherà a Trento all’Auditorium Santa Chiara, il 4 e il 5 al Teatro Dal Verme di Milano, il 6 a Genova al Teatro Politeama, l’8 a Roma all’Auditorium Parco della Musica (Sala Sinopoli), il 10 a Senigallia al Teatro La Fenice, il 12 a Napoli al Teatro Augusteo, il 13 a Lecce al Teatro Politeama, il 19 a Torino al Teatro Colosseo, il 22 a Palermo al Teatro Biondo, il 23 a Catania al Teatro Metropolitan e si concluderà il 30 marzo al Gran Teatro Geox di Padova.

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Massimo Poggini
Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino) e "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi". Ultimo libro uscito: "Massimo Riva vive!", scritto con Claudia Riva.

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