Umberto Tozzi: «Nei talent si fa karaoke. La musica vera è un’altra cosa»

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Umberto Tozzi
Foto di Dino Buffagni
Doppio album dal vivo per celebrare quella che è stata una serata magica. Umberto Tozzi presenta 40 anni che ti amo in Arena, in uscita venerdì 1 dicembre. Oltre alla ripresa audio su supporto CD è stato inserito un DVD che documenta quello che è successo quel giorno. Un giorno di festa che Tozzi riassume in maniera semplice: «Ho sempre privilegiato le cose che nascono dal desiderio e non quelle create a tavolino. Così è stato anche all’Arena, dove ho incontrato tanti amici. Quella volta anziché incontrarci a tavola ci siamo incontrati su un palco».
Su quel palco sono arrivati anche Gianni Morandi e Enrico Ruggeri che con Tozzi hanno vinto il Festival di Sanremo 1987 con Si può dare di più, una canzone scritta da Giancarlo Bigazzi con Raf e lo stesso Tozzi: «L’idea del trio – precisa Tozzi – è venuta al discografico Mario Ragni, che mi piace ricordare, perché di persone così la discografia avrebbe ancora bisogno. Certo oggi le cose sono cambiate e magari anche per lui non ci sarebbe posto, così come voglio ricordare Bigazzi con il quale ho lavorato per un ventennio. Tornando all’Arena, quando è arrivato il momento di far entrare Morandi e Ruggeri diciamo che è salita una certa tensione emotiva. Almeno così mi è parso di scorgere in Gianni Morandi che, conoscendolo anche per averlo frequentato negli spogliatoi della squadra nazionale cantanti, l’ho visto sciogliersi solo dopo il primo verso».
Per parte sua, Ruggeri ha invece chiesto a Tozzi di interpretare insieme anche Dimentica dimentica, una delle canzoni “minori”, anche perché in origine uscì come retro di Ti amo. E proprio questa canzone,  la più popolare dell’artista piemontese, è stata la molla che ha fatto scattare l’idea del tour precedente e del concerto all’Arena.
Qualcuno gli fa notare che in ogni caso le sue canzoni, vendute a milioni di copie, sono sempre state considerate commerciali. «È vero – risponde Tozzi – ma io non ho mai fatto distinzione tra canzone commerciale e canzone d’autore, come invece tanto piaceva a certa critica. Ho sofferto il fatto che molti vostri colleghi mi hanno sempre criticato perché avevo successo. Con qualcuno ho poi avuto occasione di un chiarimento, ma per tanto tempo ne ho avuti molti contro».
E non chiedetegli cosa ne pensa dei reality, perché le risposte sono dure e precise: «Jimi Hendrix non ci sarebbe mai andato. Che significato ha cantare bene le canzoni di un altro artista? Oggi abbiamo bisogno di artisti capaci di inventarsi un linguaggio proprio e originale, come ce ne sono stati tanti in Italia. Altrimenti si rischia di fare come la Nazionale di calcio italiana che in campo ha fatto il karaoke».
Nell’album trova spazio una versione di Ti amo insieme alla London Symphony Orchestra e cantata con Anastacia che all’Arena di Verona non c’era. Questo perché il concerto era stato rinviato a causa di un ricovero dello stesso Tozzi per un’appendicite. «È venuta in ospedale a trovarmi, poi lei aveva un impegno importante con una televisione tedesca e non poteva rinunciare, ma è stato entusiasmante duettare insieme. Oggi non saprei indicare con chi mi piacerebbe fare un duetto, di nuove voci ce ne sarebbero, ma tutto deve nascere da un incontro e non da decisione prese a tavolino».
A proposito di Ti amo, la canzone celebrata uscita ben 40 anni fa, si viene a sapere che l’allora discografico Alfredo Cerutti (conosciuto anche per essere la voce degli Squallor) avrebbe preferito puntare su un altro brano, Se tu mi aiuterai, che non ho più proposto dal vivo, perché la trovo antica come impostazione, troppo melodica. Posso dire che in quell’occasione mi sono impuntato e fu poi scelto Ti amo per il singolo».
Si viene a sapere che le canzoni che l’artista non propone più dal vivo sono quelle che non hanno tenuto il passo con i tempi. Diversamente da Notte rosa che, pur non avendo ricevuto lo stesso consenso di Gloria e Ti amo, è stata rivalutata con il tempo e infatti il concerto dell’Arena inizia proprio con quella canzone, dopo l’intro strumentale della violinista Elisa Semprini. All’Arena e nell’album doppio si ascoltano le voci di Fausto Leali (Donna amante mia, Io camminerò, Vita), Marco Masini (T’innamorerai), Raf (Immensamente, Gente di mare) e Albano (Nel sole e Una bambolina che fa non no). Inoltre Tozzi si concede un paio di variazioni interpretando My Sharona dei Knack e The Sound Of Silence di Simon & Garfunkel.
Ancora su Sanremo, Tozzi resta dell’idea di non tornarci, nonostante Baglioni abbia cancellato le eliminazioni e fa sapere che adesso il Trofeo della vittoria sanremese, dopo essere stato a casa di Morandi e Ruggeri, adesso è in mani sue e non lo mollerà tanto facilmente. Si parla anche della sua pigrizia: «È vero – ammette – non fosse stato Bigazzi a spronarmi avrei certamente scritto meno canzoni». Intanto prepara quella che sarà la prossima tournée nei teatri.
Umberto Tozzi

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Giordano Casiraghi
Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005 - Arcana, 2018) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).

1 COMMENTO

  1. Molte risposte di questa intervista, specialmente quando l’artista non deve riferirsi alla sua carriera, ma ha libertà di spaziare liberamente, come fa a riguardo dei “REALITY & TALENT SHOW” sono state copiate da un’artista internazionale italiana, poco conosciuta in Italia ma che io seguo, ed il nome è Veronica Vitale. Le risposte sono praticamente identiche! Sono spiazzato e parecchio deluso.

    Quando si tratta di parlare di sè stesso e dei suoi pezzi, lì le risposte sono schematiche e ripetute in 70 anni di vita allo sfinimento, ma le risposte libere non sono sue.

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