Francesco Tesei con “The Game” porta la fortuna a Milano

Siamo stati allo show del più grande mentalista italiano che in 120 minuti si pone un obiettivo preciso: "Vorrei scoprire quale possa essere il nostro margine di controllo sulla fortuna".

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Premessa: ho sempre adorato gli illusionisti, e uno dei miei rimpianti più grandi è quello di non essere riuscito a vedere lo show di David Copperfield, quando passò in Italia nel 2006. Da sempre sono un appassionato di questo genere di intrattenimento, e finalmente ho avuto l’occasione di vedere dal vivo The Game, lo show del mentalista Francesco Tesei, al Teatro Nazionale di Milano lo scorso 28 novembre 2017.

Dico “finalmente” perché negli ultimi anni ho notato una certa inflazione dei programmi televisivi dedicati all’illusionismo (in particolare alla street magic, con effetti di mentalismo e numeri veloci proposti circondati dalla gente) e, senza svelare troppo (perché i segreti dei maghi non si rivelano, mai), mi sono sempre sembrati molto freddi, finti, ripetitivi (è sempre più difficile trovare nuove idee, e molte sono sempre le stesse infiocchettate diversamente) proprio perché il mezzo televisivo ti consente di fare cose che dal vivo non potresti ottenere, e dà allo spettatore un ulteriore argomento per dubitare della bontà dell’esperimento.

Diciamolo subito: Francesco Tesei è un bravissimo performer, davvero. Ha in tasca tutto quello che gli serve per gestire uno spettacolo di mentalismo: un’ottima parlantina, presenza scenica, numeri originali ed empatia. Soprattutto non cade nella tentazione del delirio di onnipotenza che, troppo spesso, assale artisti di questa categoria, a volte rifugiandosi in sicurezza dietro alle telecamere. Al Teatro Nazionale di Milano non c’è telecamera che tenga, non c’è montaggio che aiuti, e quindi ben venga uno spettacolo di mentalismo dal vivo.

The Game è uno show difficile da raccontare senza spoilerare troppo: è costruito tecnicamente molto bene (forse un po’ lunghetto, azzeccata la pausa a metà show), Tesei gioca abilmente con concetti molto immediati (colori, numeri, parole) e con la fortuna (usando il SuperEnalotto come metafora, per esempio). La trovata geniale è il fil rouge che collega tra loro i risultati dei vari esperimenti proposti nel corso della serata, quando realizzi che tutte le scelte sono in relazione tra loro (o almeno, così sembrerebbe).

Francesco Tesei definisce così l’obiettivo del suo show: “Penso che una delle più grandi illusioni che la mente opera sia quella di confondere ciò che è indipendente da noi con ciò di cui abbiamo responsabilità personale. Questo principio vale anche per questioni più complesse, fino a quelle imponderabili per definizione, come ad esempio la fortuna. L’obiettivo non è quello di capire come agisca la fortuna, ma come agiamo noi, in quanto esseri umani.”. La morale del suo show è proprio questa: la fortuna non piove dal cielo, ma ce la costruiamo noi con il nostro atteggiamento e con la nostra predisposizione a farla accadere, così come ciò che vedrete nel suo show, dove le cose non capitano per caso, ma accadono perché lui le fa accadere.

Milano!! Taaaac! 😂Che bella serata, grazie a tutti: una platea straordinaria! ❤️Spero davvero che vi siate tanto quanto me…#ilmentalista #TheGame

Pubblicato da Francesco Tesei su Martedì 28 novembre 2017

Da non sottovalutare il grande coinvolgimento del pubblico, che partecipa volentieri agli esperimenti senza batter ciglio e senza nascondersi sotto i cappotti pur di non salire sul palco (forse perché hanno pagato un biglietto proprio per voler giocare con lui, e la mancanza di passività è una cosa buona). Tesei utilizza stratagemmi originali per scegliere i volontari (il sottoscritto e il suo amico hanno rischiato due volte di finire sul palco, prima mancando un pupazzo lanciato qualche fila più avanti, poco dopo per un’alzata di mano). Non è necessario entrare in scena per sentirsi protagonisti: nel corso dello show vengono proposti momenti in cui il pubblico è coinvolto rimanendo comodamente seduto, utilizzando il proprio cellulare o il programma di sala distribuito all’ingresso.

Vi confesso che prima di entrare in teatro ho pensato: “Chissà, riuscirà a gabbarmi?” (domanda molto volgare, di un illusionista al massimo ci si dovrebbe chiedere “mi stupirà?”). Alla fine, in mezzo al pubblico, c’è sempre qualcuno che cerca subito di capire dov’è il trucco. Io, essendo appassionato del genere, purtroppo ricado in questa categoria di persone (e, credetemi, davvero mi dispiace), ma so apprezzare la genialità di ciò che ci cela dietro (insomma, credo di aver le basi per distinguere un cialtrone da un artista). Quello che posso dire dei numeri di The Game è che, nel mio piccolo, alcune cose le ho capite (e le ho trovate geniali), mentre fortunatamente su altre Tesei mi ha lasciato una gran confusione in testa (e in questo Francesco è stato bravissimo).

Mentre tornavamo a casa in metropolitana ho sentito diversa gente che si poneva la stessa domanda: “Ma come diavolo ha fatto?”. Qualcuno non ci avrà dormito la notte, e oggi racconterà ai suoi colleghi di lavoro che ieri sera un mentalista lo ha fatto vincere al SuperEnalotto. Ecco, io stanotte ho dormito abbastanza bene, e sono fiero di raccontarvi che Francesco Tesei è un artista in grado di portare in scena il più difficile dei numeri: quello di farti sentire una persona fortunata. E spero che gli riesca anche quello di non fartelo mai dimenticare.

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Riccardo Medana
Non ha ancora capito cosa farà da grande, ma per adesso ha in tasca una laurea magistrale in Ingegneria Informatica, fa lo sviluppatore Web freelance, collabora con il Politecnico di Milano e con varie società di comunicazione. Ama lavorare dietro le quinte e, in generale, "si ripete spesso che è fortunato" (cit.). Appassionato di musica, eventi e fotografia live, adora andare ai concerti e quando può si precipita sotto il palco a scattare. Si (pre)occupa della parte tecnica di Spettakolo.it (quindi se il server crolla è colpa sua). Per festeggiare i suoi 30 anni ha scritto il suo primo libro "Da ventinove a trenta" (YouCanPrint, 2018).

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